ALMANACCO: 5 Luglio nasce il poeta Jean Cocteau

Poeta, saggista, drammaturgo, sceneggiatore, disegnatore, scrittore, librettista, regista ed attore frances, Jean Cocteau nacque il 5 luglio del 1889. Conosciuto soprattutto per aver realizzato il romanzo I ragazzi terribili nel 1929, e il film La bella e la bestia, nel 1946. La versatilità, l’originalità di ispirazione surrealista e l’enorme capacità espressiva gli portarono una fama internazionale.

Nasce nel 1889 a Parigi da una famiglia borghese e colta, che approvò il lato artistico del giovane, soprattutto nelle arti grafiche. Venne considerato un enfant prodige, perchè fin da giovanissimo fu pittore, scrittore ma anche autore di teatro. Si divertiva infatti a costruire teatrini e palcoscenici nel cortile di casa con materiali di fortuna.

La poetica dell’arte totale

Nel giro di pochi anni, e dopo aver frequentato la scuola e l’università, la sua versatilità si riversa in altre attività. Divenne così un poeta, autore di teatro, romanziere, regista di cinema e pittore, riuscendo ad entusiasmare tutti. La sua arte seguiva spesso le mode del momento, ecco perchè anche i suoi racconti poetici coglievano da una parte il simbolismo surrealista, tipico del periodo moderno, ma allo stesso tempo riscriveva miti classici del passato.

Il suo pensiero poetico infatti era quello di realizzare un’idea di “arte totale”, un’arte che comprendesse tutte le forme e tutti i periodi e che quindi mescolasse parola, pittura, musica e danza. Il nome comune che dava all’arte era «poesia», distinguibile successivamente in 4 branchie, ovvero la poesia critica, la poesia teatrale, la poesia grafica e la poesia cinematografica. Grazie all’enorme fama che ottenne, iniziò a frequentare diversi intellettuali come Proust, Mendès, Daudet, Lemaitre, Erik Satie, Picasso, Apollinaire, Rostand, dai quali venne fortemente influenzato.

Le opere di esordio

Fu solamente in seguito, che Cocteau si avvicinò alle avanguardie. Ispirato alla musica di Igor Stravinsky, infatti nel 1913 scrisse Le Potomak, un’opera composta da un mix di prosa e disegni, caratterizzata da ironia pungente e laconismo, che alterna riflessioni lucide a derive oniriche. Dettato dall’impulso avanguardistico, partecipò anche all’esperienza collettiva del «Gruppo dei sei», fondato da diversi compositori, scontrandosi con André Breton e i Dada. Fu un periodo prolifico per la produzione teatrale di Cocteau, realizzò moltissime opere tra cui il balletto Parade, che destò scandalo e venne fischiato.

Fondamentale per la sua carriera fu l’incontro con lo scrittore Raymond Radiguet, che aveva solamente quindici anni, e dal quale venne fortemente influenzato per la sua genialità. Per scrivere, i due si ritirarono insieme ad Arcachon, scrivendo opere iconiche e di fama mondiale. Ma nel 1923, Radiguet morì improvvisamente per una malattia, e Cocteau sconvolto per l’amico scrisse in un anno i romanzi Thomas l’imposteur e Le grand écart. Non riusciva a darsi pace per la morte dell’amico e iniziò a darsi all’oppio, diventandone dipendente. Fu proprio in una clinica per la disintossicazione che, nel 1929, scrisse in sole tre settimane, il suo romanzo più famoso, ovvero Les enfants terribles (I ragazzi terribili). 

Da Les Enfants Terrible alla riscrittura dei grandi classici

Nell’opera Les enfants terribles, Cocteau risente dell’influenza dei libri di Radiguet. La trama vede protagonista un gruppo di adolescenti: Gérard, Paul, Dargelos e due ragazze, Elisabeth, la sorella di Paul, e Agathe, una sua amica. Per tutta la storia le loro vite saranno intrecciate da amicizie, amori e litigi, fumando oppio e vivendo in una promiscuità incestuosa e ribelle. I temi di droga, alcol e fumo finiscono per concretizzarsi nella morte di Paul e il suicidio della sorella Elisabeth. Un finale drammatico che richiama alle sue influenze antiche delle tragedie greche.

Fu proprio grazie a quest’opera, che Cocteau abbandona le avanguardie, rivolgendosi esclusivamente ai grandi classici. Oltre a riscrivere le tragedie di Sofocle, scriverà anche opere ispirate all’antico. Infatti con la pièce Orphée (Orfeo), del 1927, fu il primo, in Francia, a adottare il punto di vista della psicanalisi nella riscrittura dei miti greci. Questa proseguì con La machine infernale del 1932, un’altra riscrittura teatrale del mito di Edipo, caratterizzata da ironia, giochi di parole e linguaggio onirico.

Gli ultimi anni da regista

La prosa già sperimentata, venne ben presto mescolata alle immagini e al linguaggio musicale. Questo suggerì all’artista un approdo nel mondo multiforme del cinema. Anche come regista cinematografico, utilizzò l’approccio psicanalitico che aveva adottato nelle sue ultime opere teatrali, mettendo in scena l’affiorare dell’inconscio e del subconscio. Nel 1943 raggiunse il grande pubblico firmando la sceneggiatura del film L’éternel retour ,trasposizione in chiave moderna della leggenda di Tristano e Isotta e successivamente nel 1946 realizzò La belle et la bête (La bella e la bestia). 

Cocteau aveva ormai raggiunto il culmine della notorietà, tanto che nel 1955 fu eletto all’Academie française. Morì nel 1963. 

Federica.

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