ALMANACCO: 4 Luglio muore la fisica Marie Curie

Fisica, chimica e matematica polacca, Maria Salomea Skłodowska meglio conosciuta come Marie Curie, muore il 4 Luglio del 1934. Conosciuta per le sue scoperte scientifiche e per essere la prima donna ad ottenere una cattedra alla Sorbona. Ricevette il Premio Nobel per la Fisica nel 1903, per i suoi studi sulle radiazioni, e uno per la chimica per aver scoperto il radio e il polonio.

Nata a Varsavia il 7 novembre del 1867, da una coppia di insegnanti nobili polacchi. Sin da bambina, ebbe un’intelligenza particolare e una notevole curiosità, stimolata dagli studi da autodidatta in cui la guidava il padre, da cui erediterà anche lo spirito patriottico e l’indole libera da qualsiasi condizionamento. Oltre che alla scienza, Marie si interessava moltissimo alla letteratura e alle lingue.

Dall’università all’incontro con Pierre Curie

Si diplomò al ginnasio con il massimo dei voti, ottenendo la medaglia d’oro per l’eccellenza. Tuttavia nella Polonia di quel periodo, per le donne vi era l’impossibilità di frequentare gli studi accademici, per questo fu costretta a trasferirsi in una università estera. Arrivò a Parigi, per frequentare l’Università della Sorbona, dove Marie venne mossa da una forte passione per la scienza, tanto da riuscire a terminare brillantemente i suoi studi in Fisica nel 1893. Per amore dello studio, decise di restare a Parigi e prendere una seconda laurea, questa volta in Matematica. 

Di importanza rilevante fu l’anno 1894, quando conobbe Pierre Curie, professore di Fisica Generale e Teoria dell’Elettricità alla Scuola Superiore di Fisica e Chimica Industriale di Parigi. Il rapporto fra i due divenne subito molto stretto, sia dal punto di vista amoroso, sposandosi nel 1895, ma anche dal punto di vista scientifico. Erano infatti accumunati dall’amore per lo studio della Matematica e della Fisica, e soprattutto interessati entrambi al progresso della scienza e della conoscenza.

Le scoperte scientifiche

I coniugi Curie in un laboratorio di fortuna e con strumenti rudimentali, si dedicarono agli studi di quella che sarà chiamata successivamente radioattività naturale nei sali di uranio, scoperta da Henri Becquerel nello stesso periodo. Scoperta che ebbe un enorme successo, grazie alla quale si scoprì che i sali di uranio avevano la proprietà di annerire le lastre fotografiche anche quando queste erano racchiuse in un involucro opaco alla luce. Venne così attribuito all’uranio la capacità di emettere radiazioni simili a quelle dei raggi X, parlando appunto di “raggi uranici”.

Fu Marie a riprodurre gli studi di Becquerel servendosi di un elettrometro, per misurare anche le piccole correnti elettriche nell’aria attraversata dai raggi uranici. Notò che la Pechblenda, un minerale con piccole quantità di sali di uranio, manifestava più radioattività dei sali di uranio stessi. Dopo i numerosi esperimenti su questo minerale, ebbe la conferma che gli effetti elettrici erano costanti, e che la radiazione era quindi una proprietà intrinseca dell’uranio. Da questa scoperta, Marie si rese conto che questo fenomeno non si applicava solo sull’uranio, ma che esistevano altri elementi in grado di emettere radiazioni. Tra questi elementi radioattivi, scoprì il torio, il polonio e il radio.    

Dai premi Nobel alla morte

Grazie a queste scoperte, ai due coniugi Curie venne assegnato il premio Nobel per la Fisica nel 1903 per tutti i risultati raggiunti fino a quel momento. Ma 3 anni dopo Pierre morì tragicamente in un incidente, così Marie gli succedette alla Sorbona, diventando la prima donna a ricevere una cattedra come professoressa universitaria. Qualche anno più tardi, nel 1911, le fu conferito un secondo premio Nobel per la Chimica per essere riuscita ad isolare il radio metallico.  

La passione per la scienza però gli si ritorse contro. Infatti, a causa della continua esposizione alle radiazioni Marie Curie morì di leucemia, il 4 luglio del 1934. Venne considerata la prima vittima della forza nucleare che lei stessa aveva contribuito a scoprire. Ancora oggi molti degli oggetti toccati da Marie Curie sono radioattivi. Anche la sua casa, dopo la sua morte, dovette essere decontaminata.

Federica.

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