ALMANACCO: 3 Luglio muore lo scrittore Franz Kafka

Scrittore boemo e autore di romanzi, Franz Kafka muore il 3 Luglio del 1883. E’ considerato uno dei massimi interpreti del Novecento, esponente del romanzo esistenzialista e del realismo magico. I suoi libri racchiudono incubi e dolori di una vita drammatica, che influenzarono talmente tanto la letteratura europea e mondiale, da meritarsi un aggettivo proprio (kafkiano) che ne identifichi l’assoluta unicità.

Nato a Praga nel 1883, da una famiglia di origini ebraiche in cui pesava la figura autoritaria del padre molto religioso. Al contrario, Franz non si mostra mai molto interessato alle questioni religiose, e per questo ebbe fin dalla tenera età dei forti contrasti con il padre, e di conseguenza anche dei traumi psicologici. Cosa che ritrova eco in tutte le sue opere, e in particolare nella sofferta Lettera al padre scritta nel 1919. Per questo motivo la sua storia famigliare è particolarmente importante per comprendere la sua carriera letteraria.

La poetica Kafkiana

Kafka ebbe sempre un carattere originale e, a differenza degli altri autori, non sentì la necessità di pubblicare le sue opere, tanto che in tutta la sua vita pubblicherà solo due raccolte di racconti. Nella sua scrittura, ritrova però l’urgenza espressiva di un uomo cupo ed irrisolto, sottomesso da un padre che sempre gli incute timore. Uno dei temi ricorrenti nelle sue opere è la famiglia, non inteso come sinonimo di pace e affetti, ma luogo del confronto frustrato, dell’inadeguatezza e della colpa. L’altro elemento in cui si rifugia, è il labirinto burocratico in cui l’uomo moderno si perde, un sistema lavorativo formato da ingranaggi che blocca la mente.

Queste due tematiche però, vengono riportante all’interno delle opere di Kafka, attraverso una mescolanza con elementi fantastici. Il tratto caratteristico dello scrittore è infatti descrivere situazioni assurde o surreali in cui i protagonisti precipitano improvvisamente senza nessun motivo apparente. Una caratteristica narrativa che rispecchia le angosce e le insicurezze profonde dell’autore, e che lo rendono unico, tanto da guadagnarci l’aggettivo “Kafkiano”.

La metamorfosi

Elementi che saranno evidentissimi nella sua opera più importante, ovvero la Metamorfosi, pubblicata nel 1915. Si tratta di uno dei racconti più iconici e conosciuti della produzione kafkiana e di tutta la letteratura novecentesca. Tratta la storia di Gregor Samsa, un commesso viaggiatore che, addormentatosi, si risveglia al mattino trasformato in un orrendo ed enorme insetto. Il paradossale e fantastico racconto continua con l’inutile tentativo di spiegare l’assurda situazione al suo capo e alla famiglia che, non riesce a sopportare nemmeno la vista del figlio.  

In questo racconto emergono tutti quelli che sono i punti nodali della narrativa di Kafka, come il rapporto conflittuale con sé stesso, il cui corpo viene percepito come orrendo, al conseguente senso di straniamento e di angoscia. E’ presente anche il rapporto problematico con la famiglia che diventa conflittuale con il padre, al punto che quest’ultimo lo ferisce gravemente. Un rapporto conflittuale che culmina alla fine del racconto con la morte di Gregor e il sollievo dei membri della famiglia, la cui situazione economica ricomincia finalmente a migliorare in seguito alla metamorfosi del figlio.  

Il processo

Ma c’è un’opera in cui la macchina burocratica assume un ruolo davvero totalizzante, ovvero Il processo, rimasto incompiuto e pubblicato postumo dall’amico Max Brod. Il romanzo racconta la storia di Josef K. un impiegato di banca che, nel giorno del suo 30 compleanno, viene svegliato da due uomini che lo dichiarano in arresto. Il protagonista scopre quindi, improvvisamente, di essere sotto processo per un crimine ignoto, mai chiarito durante la storia. Le dinamiche del processo si concludono con una sentenza di condanna a morte. 

Durante tutto lo svolgersi della vicenda Kafka non dà mai alcun punto di riferimento al lettore, alcun appiglio per capire la situazione in cui ha lanciato il protagonista, contribuendo all’immedesimazione del lettore e ad accrescere il suo senso di angoscia e smarrimento, lanciandolo in una dimensione da incubo, in cui si trova imprigionato negli incomprensibili cavilli burocratici di un’entità oscura e inconoscibile. 

Federica.

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