ALMANACCO: 27 Giugno muore il pittore e storiografo Giorgio Vasari

Giorgio Vasari morì il 27 Giugno del 1574, e venne conosciuto per essere un pittore dallo spiccato gusto manierista, un architetto di certo pregio e infine eccelso storiografo. E’ proprio per quest’ultima attività che divenne famoso, grazie alla sua opera Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori, una serie di biografie di tutti i più importanti artisti dal Medioevo fino al primo Cinquecento.

Nato ad Arezzo il 30 luglio 1511, frequentò fin da giovanissimo la bottega del francese Guillaume de Marcillat, pittore di vetrate di buon talento. Nello stesso periodo, frequentò le lezioni del poligrafo Giovanni Pollio Lappoli, dove ricevette una prima educazione umanistica, relizzando le sue prime opere dove è evidente l’influenza di Michelangelo e Raffaello, soprattutto per i sogetti allegorici e fantastici.

Gli esordi a Firenze, e la crisi

Successivamente, il giovane Vasari proseguì gli studi a Firenze, grazie al cardinale cortonese Silvio Passerini, tutore dei rampolli di casa de’ Medici. Qui divenne un frequentatore assiduo della bottega di Andrea del Sarto e dell’accademia di disegno di Baccio Bandinelli, artisti che gli fornirono strumenti essenziali, quali la perizia disegnativa e la capacità di composizione prospettica. Negli anni fiorentini, Vasari conobbe inoltre Francesco Salviati, amicizia nata per il comune interesse verso le opere dell’antichità classica. Insieme fecero un viaggio a Roma alla scoperta dei monumenti antichi, delle opere di Raffaello e Michelangelo ed i grandi testi figurativi della maniera moderna.

Questo periodo felice però venne bruscamente spezzato con una serie di eventi terribili che scombussolarono la sua esistenza. Prima fra tutte fu la morte del padre, in seguito alla quale entrò in un periodo di miseria, ritrovandosi improvvisamente a carico della madre e dei fratelli minori. Per guadagnarsi da vivere, si cimentò nella realizzazione di pale d’altare, per i conventi e i luoghi di culto, tanto da stabilizzare la sua condizione economica. Qui conobbe l’artista Rosso Fiorentino, la cui espressività tormentata e visionaria delle sue pitture manieriste, influenzerà molto lo stile di Vasari. Possiamo ritrovare queste influenze nella composizione della Deposizione e nel drammatico Cristo portato al sepolcro.

Dalla crisi alle commissioni in tutta Italia

Questi anni burrascosi però peggiorarono, con una crisi profonda e personale che affrontò Vasari, anche nei confronti con la corte dei Medici. Oppresso da una profonda depressione, decise di trasferirsi all’Eremo di Camaldoli, realizzando pitture per i monaci e per se stesso. La nuova occupazione gli permise di risolvere la propria crisi attraverso una chiave religiosa, conducendo un’esperienza nella solitudine eremita. Fu solamente in seguito che Vasari decise di trasferirsi a Roma nel 1538, per perfezionare sul modello antico la propria tecnica pittorica. Fu proprio nella capitale che lavorò per il cardinale Alessandro Farnese, eseguendo gli affreschi del salone del Palazzo della Cancelleria, poi soprannominata «sala dei Cento Giorni» in ragione del tempo impiegato dall’artista per portare l’opera a compimento.

Qualche mese dopo essere arrivato a Roma, però venne nuovamente invitato a Firenze per rientrare al servizio di Cosimo I de’ Medici, ma Vasari rifiutò, avviando un distacco con la corte medicea che durerà sino al 1554. Negli anni successivi ottenne importanti commissioni a Firenze, Venezia, Napoli, Roma, Bologna, Rimini, Arezzo. Ad esempio, l’importante banchiere Bindo Altoviti gli commissiona quella che è forse la sua opera pittorica più nota, l’Immacolata Concezione. Degno di nota fu il soggiorno a Napoli, dove lavorò alla decorazione del refettorio di Monteoliveto, la realizzazione di dipinti su tavola per la sacrestia di San Giovanni a Carbonara, e operò anche al Duomo e alla Cappella della Sommaria in Castel Capuano.

Le vite e le commissioni più importanti

Questo continuo vagabondare gli servì anche per raccogliere informazioni sull’arte delle varie città italiane, preparando il materiale per la sua opera più famosa Le vite de’ più eccellenti pittori scultori e architetti. Fu solamente a Roma, dopo essere approdato nell’ambiente Farnese, ricco di stimoli culturali e letterari, che compose la prima versione dell’opera. Fu proprio per quest’opera che Giorgio Vasari venne ricordato prevalentemente per la sua attività di storiografo e critico d’arte. Fu una raccolta di biografie dei più importanti artisti dal Trecento al Cinquecento, che dedicò a Cosimo I de’ Medici, sperando in questo modo di entrare nelle sue grazie.

 In questo modo, Vasari divenne l’artista prediletto di Cosimo de’ Medici, con il quale strinse una viva e duratura amicizia, lavorando come architetto, pittore e scenografo. Rinnovò il Palazzo della Signoria, realizzando il Corridoio Vasariano, un percorso preparato per collegare gli appartamenti granducali del palazzo a quelli del vicino Palazzo Pitti. Realizzò inoltre il complesso degli Uffizi. Sempre in questi anni, infine, Vasari istituì fondò l’Accademia dell’Arte e del Disegno, e diresse la ristrutturazione delle basiliche di Santa Croce e Santa Maria Novella.

Federica.

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