ALMANACCO: 26 Giugno si festeggia la Giornata Mondiale contro la droga

La Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga si osserva ogni anno il 26 Giugno, a partire dal 1989. Questa data fu scelta per commemorare lo smantellamento del commercio di oppio da parte di Lin Zexu terminato il 25 giugno 1839, poco prima della prima guerra dell’oppio in Cina. Vengono condotte campagne, manifestazioni, progettazione di poster e molti altri programmi, per celebrare la giornata. Con l’aumentare del consumo di droga, che conta un valore di commercio illegale pari a 322 miliardi di dollari l’anno, la giornata diventa più importante.

Il 26 giugno 1987, in occasione della Conferenza internazionale sull’abuso e il traffico illecito di droga, che si è tenuta a Vienna, si raccomandò di osservare una giornata annuale per sottolineare l’importanza della lotta contro l’abuso di droghe e il traffico illecito. Fu nelle successive riunioni che venne scelto il 26 giugno e inserito nella bozza e nella delibera finale. Viene spesso indicato dagli attivisti anti-droga come 6/26. 

Arte e droghe

Come tutti sanno, la droga venne sempre utilizzata come mezzo di assuefazione e divertimento, ma anche come mezzo per scappare dai problemi o come strumento per ideare opere folli e fuori dal comune. Infatti da sempre si è convinti che esista un forte connubio tra arte e droga, in quanto l’artista viene considerato sia genio che sregolatezza. L’artista è spesso stato giustificato, in quanto per creare ha bisogno di allentare i freni inibitori, liberandosi del razionalismo e permettendo cosi al “genio” di fluire.

Se il fenomeno è esploso nel ‘800 dobbiamo comunque sapere che l’uso di droghe si perde nella notte dei tempi, ma affrontata diversamente a seconda delle epoche. Nel mondo antico ad esempio, il consumo di droghe avveniva secondo precisi rituali, oppure riservato esclusivamente a figure importanti come lo sciamano. Si ipotizzava che l’uso di droghe allargasse la coscienza e avvicinasse alla comprensione di Dio.

Tipologie di droghe in epoche diverse

Ma fu solamente alla fine dell’ ‘800 che la droga venne utilizzata come vero e proprio strumento per fare arte, rafforzando ancora di più il binomio tra l’artista e la follia. Diffuso maggiormente intorno a quel periodo tra gli artisti fu l’assenzio, una droga a basso costo e di facile reperibilità. Di essa facevano uso, in particolare, gli artisti romantici, i Bohemien, cioè quelli incompresi dalla società e oppositori dei valori borghesi. Infatti tra essi si trova Degas, Manet, che dipingono celebri quadri dedicati ai bevitori d’assenzio, ma anche Toulouse Lautrec, Van Gogh, Picasso e Gauguin, con i quali la droga diventa una vera e propria moda e piaga sociale, che si diffuse oltre l’ambiente artistico. Solamente nel 1915, l’assenzio viene proibito per legge.

Nel mondo dell’arte, la droga venne utilizzata da molti profeti, molti teorici, e molti praticanti. Ad esempio circolarono droghe anche tra gli artisti della Beat Generation, che si riconoscono in droga, alcool, sesso, musica jazz, per la quale l’uso dell’alcool e della droga permette esperienze di coscienza vicine al buddismo zen. Possiamo far riferimento anche agli artisti dell’Espressionismo astratto, e a quelli dell’America degli anni ’60, pervasa dalla filosofia hippy dei figli dei fiori ma anche dalla marijuana e dagli allucinogeni. Così come tra gli aderenti all’Arte Psichedelica che non hanno remore nell’ammettere uso di droga.

Effetti della droga sugli artisti

Ma la droga ebbe la meglio su molti artisti famosi. Ad esempio morì di droga Amedeo Modigliani, già minato dall’alcol e dalla tisi, come altri artisti della Scuola di Parigi. Circolava anche nell’entourage della Factory di Andy Warhol , che morì di droga a 27 anni, oppure il pittore Jean Michel Basquiat, ma anche Frank O’Hara, uno dei primi fan di Jackson Pollock, curatore artistico al Museum of Mordern Art.

Oggi Damien Hirst, uno tra i più trasgressivi artisti moderni, si racconta parlando del suo rapporto con la droga, impiegata spesso per simulare artificialmente alcune forme di malattia mentale (per esempio la schizofrenia). Permetteva infatti, attraverso l’allentamento dei freni inibitori, di giungere ad attuare legami e correlazioni libere ed illogiche tra idee lontane tra loro, rafforzando quindi la capacità creativa ed immaginaria dell’artista.

Federica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: