ALMANACCO: 24 Giugno nasce l’artista concettuale Ha Schult

Hans-Jürgen Schult, meglio conosciuto come Ha Schult, nasce il 24 giugno 1939. Conosciuto per essere un artista concettuale tedesco, famoso per le sue installazioni e oggetti artistici realizzati principalmente con la spazzatura. Realizza quindi delle opere ironiche ma allo stesso tempo satiriche e critiche verso la società. Diventa il primo artista europeo ad affrontare, il tema degli squilibri ecologici, focalizzando l’attenzione sull’ambiente sociale di città e regioni del mondo.

Nato nel 1939 a Parchim in Germania, crebbe tra le rovine del muro di Berlino. Studiò presso l’Accademia di Belle Arti di Dusseldorf fino al 1961, in cui venne a conoscenza di numerosi artisti che divennero la sua primaria fonte di ispirazione. Tra i più famosi ci sono Yves Klein, Georges Mathieu e Jackson Pollock. Successivamente alla laurea, si trasferì a Monaco, dove visse per circa 15 anni svolgendo diverse professioni, tra cui quella di tassista.

La sua vita per l’arte

Durante la fine degli anni ’70 Schult visse tra la città di Colonia e New York City. E’ proprio in questo periodo che sviluppa la sua massima carriera artistica, realizzando le sue più iconiche opere. Schult si definisce un Macher, parola tedesca traducibile come “colui che fa”, legato appunto alla sua attività manuale. Diventa poi pioniere dell’ambientalismo, è uno dei più ardenti sostenitori della coscienza ecologista, tanto da introdurlo come filo conduttore delle sue opere. Ad esempio partecipa con l’opera Biokinetische Landschaft (Paesaggio biocinetico) a Documenta 5 di Kassel nel 1972.

Proprio per questo, Schult ebbe problemi a stabilire una reputazione come artista negli Stati Uniti, soprattutto perché mirava a criticare la mentalità guidata dal consumo dell’America. Tornò quindi in Germania nel 1986, si sposò con Elke Koska, considerata la sua musa ispiratrice che divenne la sua manager, e da cui ebbe un figlio, oggi diventato un famoso regista tedesco. Dal 2007, il primo premio mondiale per un’industria automobilistica attenta all’ambiente, l’ÖkoGlobe di HA Schult, viene presentato ogni anno.

La sua filosofia artistica

Schult lavora nella tradizione della Pop Art, essendo influenzato dalla pubblicità commerciale e da una visione critica del consumismo, ma crea allo stesso tempo degli happening. La sua visione di arte, consiste nel tentativo di fondere di nuovo arte e vita in un’unica unità, che naturalmente dà ancora all’individuo la libertà di accettarla come arte o meno. Per decenni Ha Schult è riuscito a stimolare la consapevolezza del pubblico utilizzando immagini che ha sperimentato, mettendo in scena temi in luoghi pubblici, che normalmente sono lontani dal pubblico. La sua opera d’arte è sempre direttamente correlata al luogo in cui è viene mostrato.

La sua visione artistica si concentra sulla critica sociale e sulla satira politica, non solo legata al consumismo della vita di ogni giorno. Le sue preoccupazioni, infatti, riguardano gli eccessi della cultura occidentale, i ritmi della vita in una società usa e getta. Egli confronta il feudalesimo, che si manifesta in giganteschi edifici trionfali con il pauperismo degli operai sfruttati che li hanno costruiti. Rende omaggio ai soldati e agli schiavi senza nome e non agli eroi e ai sovrani.

Le opere più importanti

Durante la metà degli anni ’70, Schult realizza Situazioni biocinetiche, esposte alla Documenta V di Kassel. Sono paesaggi in miniatura costituiti da rifiuti, giocattoli per bambini e batteri, all’interno di vetrine o sui pavimenti del museo. Per esempio, l’opera Schloss Neu Wahnstein è costruita su tecniche tradizionali del dadaismo, attraverso le tecniche del collage e gli assemblaggi, rompendo la percezione dello spettatore e creando nuovi contesti. Poiché queste opere sono state tutte ispirate dalla pittura romantica di Friedrich e dall’era moderna del consumo e dello spreco, Schult venne chiamato “il romantico dell’era del consumo”.

Realizzò opere anche in Italia, come Venezia vive del 1976, nel quale l’artista riempì Piazza San Marco a Venezia di vecchi giornali in un’azione notturna che sorprese il popolo e le autorità veneziane. Ma una delle opere iconiche dell’artista avvenne nel 1996, quando installò un migliaio di Trash People a grandezza naturale su tutti i siti turistici delle più importanti città, come nella Piazza Rossa di Mosca, in Piazza del Popolo a Roma, sulla Grande Muraglia Cinese e davanti alle Piramidi di Giza. I personaggi di spazzatura vennero realizzati con lattine schiacciate, rifiuti elettronici e altri rifiuti come suo commento critico sul consumo umano costante. 

Federica.

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