ALMANACCO: 19 Giugno nasce il matematico Blaise Pascal

Matematico, fisico, filosofo e teologo francese, Blaise Pascal nacque il 19 Giugno del 1623. I suoi lavori sono relativi alle scienze naturali e alle scienze applicate, e fu conosciuto per aver contribuito in modo significativo alla costruzione di calcolatori meccanici e allo studio dei fluidi. La sua riflessione sugli interessi scientifici, si lega ai problemi sollevati dal cristianesimo, di entità morale ed esistenziale, ottenendo così anche una fama filosofica.

Nato nella regione dell’Alvernia in Francia, e fu istruito direttamente a casa dal padre, magistrato e matematico. Il giovane Blaise si rivelò subito amante dello studio e delle materie scientifiche come la matematica e la fisica. Questa passione si sviluppò soprattutto, con il trasferimento della famiglia a Parigi nel 1631, dove si attornia di illustri matematici e fisici, con cui condivide il suo amore per la scienza. E’ proprio in quel fervore intellettuale che di lì a qualche anno sarà ufficialmente riconosciuto e favorito con la fondazione dell’Académie des Sciences.

L’amore per la scienza, tra scoperte ed invenzioni

La sua precoce genialità lo porta a scrivere, a soli sedici anni, il Saggio sulle sezioni coniche, facendo brillanti considerazioni e realizzando un teorema apposito denominato Teorema di Pascal. Esso, prendendo come riferimento un esagono, fornisce una condizione grafica caratteristica affinché un dato esagono sia inscrivibile in una conica. Tra i suoi apporti matematici vi è inoltre il triangolo di Pascal, noto in Italia come Triangolo di Tartaglia, che è un modo di disporre i coefficienti binomiali a forma di triangolo. Inoltre diede un notevole contributo nello studio dei fluidi in idrodinamica e idrostatica, chiarendo concetti come il vuoto e la pressione, la cui unità di misura porta il suo nome, formulando il cosiddetto Principio di Pascal.

Pascal venne anche considerato uno dei precursori dell’informatica poiché, appena diciottenne, progettò e costruì circa cinquanta esemplari di un calcolatore meccanico, chiamata la Pascalina, capace di eseguire addizioni e sottrazioni. Ma l’eccessiva applicazione allo studio, gravò sulla salute del giovane Pascal che dovette momentaneamente abbandonare la sua passione per la scienza e la matematica. Fu in questo momento che decise di dedicarsi allo svago e alla vita mondana, che terminerà solamente nella “notte di fuoco” del 1654, notte in cui venne colpito da una profonda crisi religiosa che lo porta a dedicarsi completamente a Dio e alla fede.

Il pensiero filosofico e teologico

Fu proprio in questo momento che decise di dedicarsi alla filosofia e alla teologia, aderendo al movimento giansenista dell’Abbazia di Port-Royal, a cui si unisce, battendosi in sua difesa. Proprio in quel periodo si accese un’aspra controversia tra i giansenisti e i teologi dell’Università della Sorbona di Parigi, e Pascal sentì il bisogno di difendere le sue idee, scrivendo nel 1656, ben diciassette Lettere Provinciali. Attraverso esse, criticò fortemente l’atteggiamento religioso dei gesuiti, definendolo lassista e dominato da eccessiva rilassatezza, ed enorme fu la loro ripercussione in Francia e in tutta Europa. Anche se nel 1660, il re Luigi XIV ne ordinò la distruzione.

La filosofia di Pascal fa riferimento ad un realismo tragico, nel quale la salvezza dell’uomo sta nella consapevolezza di non essere né il primo, né l’ultimo. L’unica cosa che ci consola dalla tristezza è il Divertissement, ovvero una distrazione, una sorta di fuga da noi stessi. Esso però non ci porta alla felicità ma ci tiene in un limbo, dove l’uomo oscilla tra due condizioni umane, miserie e grandezza. Inoltre tante cose superano la ragione umana, ma quella verità che sfugge alla ragione è data dalla religione, secondo la Dottrina della Caduta. Pascal considera il cristianesimo la religione più ragionevole perché parla della caduta da un mondo paradisiaco da parte dell’uomo in seguito al peccato originale. Questo è dimostrato dal fatto che l’uomo si sente infelice nell’essere un re spodestato. Se l’uomo non conoscesse la felicità, non proverebbe tristezza e dolore e il desiderio di tornarvi.

Gli ultimi anni di vita

Proprio mentre pubblicava le sue Lettere, Pascal aveva l’intenzione di scrivere una grande opera apologetica del Cristianesimo, oltre che del giansenismo. Ma la sua salute già malferma, era divenuta ancor più fragile, tanto che morì il 19 agosto 1662, a soli trentanove anni. Dall’autopsia si rivelarono gravi disturbi allo stomaco e dell’addome, nonché danni al tessuto cerebrale, tuttavia la causa della morte non fu mai chiarita, forse tubercolosi o tumore. ù

Federica.

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