ALMANACCO: 14 Giugno nasce il rivoluzionario Ernesto Che Guevara

Rivoluzionario, guerrigliero, scrittore, politico e medico argentino, Ernesto Guevara, più noto come Che Guevara, nacque il 14 Giugno del 1928. Membro del Movimento del 26 luglio, viene ricordato soprattutto per il successo nella rivoluzione cubana, grazie al quale assunse un ruolo nel nuovo governo, secondo per importanza solo a Fidel Castro, suo alleato politico. Dopo la sua morte divenne un’icona dei movimenti rivoluzionari di sinistra, idolatrato oltre che dagli stessi cubani anche da tutti quelli che si riconoscevano nei suoi ideali.

Nacque a Rosario in Argentina, nel 1928, da una famiglia borghese. Fu la madre, un’attivista politica e femminista militante, che trasmise al figlio la spensieratezza, lo spirito di avventura e l’interesse per la letteratura, cose che si porterà dietro per tutta la vita. Ma a soli 3 anni, gli venne diagnosticato l’asma, malattia molto acuta che costrinse tutta la famiglia a trasferirsi prima a Cordova e poi ad Altagracia, dove il clima più secco di montagna, rispondeva alle sue necessità.

Lo studio della medicina e l’amore per i viaggi

Non poteva frequentare la scuola con regolarità a causa della malattia e fu quindi la madre a insegnargli a leggere e a scrivere. Amava leggere i classici della letteratura mondiale, tra cui Baudelaire, Verne, Neruda, ma anche Freud e Marx. Solamente nel 1942 si iscrisse al liceo pubblico, dove la sua passione per la letteratura divenne più forte, interessandosi al personaggio di Mahatma Gandhi, che divenne l’eroe della sua gioventù, anche se non condivideva la sua idea di non violenza.

Si iscrisse poi alla facoltà di ingegneria, ma seguito della morte della nonna, e anche a causa del suo asma, decise di abbandonarla per iscriversi alla facoltà di medicina, sognando di diventare un famoso ricercatore. Dopo aver conseguito la laurea con una tesi sulle allergie, realizza una serie di viaggi, dalle Ande ai Caraibi, fino all’isola di Trinidad. Alla sete di conoscenza affianca una disposizione naturale all’altruismo, aiutando i più poveri con cure mediche. Lavora dove capita ed appunta tutto ciò che lo colpisce su un diario, dalle miserie umane all’emarginazione dell’individuo considerato improduttivo dalla società capitalistica. Tutto prende forma di prosa nella diaristica del futuro rivoluzionario in Lettere, diari e scritti.

La nascita del “Che” e l’interesse politico

Questo viaggio rappresentò una svolta nella vita di Che Guevara, che da questo momento incominciò a interessarsi alle questioni politiche. Dopo aver visto la povertà di massa, concluse che solo una rivoluzione avrebbe potuto risolvere le disuguaglianze sociali ed economiche in Sud America. Cominciò a immaginare la possibilità di una nazione unita, senza confini e legata dagli stessi ideali, idea che assumerà grande importanza nelle sue attività rivoluzionarie. Nel 1954 andò in Guatemala, dove conobbe un gruppo di rivoluzionari cubani che iniziarono a chiamarlo Che, un intercalare che rende riconoscibili gli argentini tra i sudamericani. Con ironia, Ernesto lo adotta come nome proprio.    

In quell’anno si avviò una strategia politica da parte della Cia e del Dipartimento di Stato statunitense, per rovesciare i governi democraticamente eletti, e contenere il pericolo comunista Il colpo di Stato consolidò l’opinione di Guevara che gli Stati Uniti fossero una potenza imperialista che si sarebbe sempre opposta ai governi intenzionati a ridurre le disparità in America Latina e negli altri paesi in via di sviluppo. Questo rafforzò la sua convinzione secondo cui solo il socialismo, raggiunto attraverso la lotta armata e difeso dal popolo armato, avrebbe risolto i problemi dei paesi poveri. Ecco perché si schierò con la resistenza, e pur sconfitto, rifiuta di rientrare in patria con un aereo inviato dal governo peronista.  

La rivoluzione cubana

Guevara abbandonò dunque il Guatemala per recarsi in Messico, dove lavora come cronista, incontrando numerosi esuli famosi. Fra questi conobbe Raúl Castro, e suo fratello Fidel Castro, leader del Movimento del 26 luglio, dal quale rimase profondamente colpito. Decise così di aderire al movimento rivoluzionario che voleva abbattere il dittatore cubano Fulgencio Batista. Ma nel 1956 il gruppo cadde però in una retata della polizia messicana, Che venne arrestato, ma dopo quasi due mesi di carcere riuscì a raggiungere Cuba con altri 82 compagni. 

Ma durante la fuga, i rivoluzionari vennero intercettati e uccisi nella gran parte. Riuscirono a sopravvivere solo 12 di essi, tra cui Guevara che ne divenne la guida, nominato da Fidel in persona. Il Comandante Guevara prenderà quindi, il comando della quarta colonna, fuggendo sulle montagne della Sierra Maestra per condurre la guerriglia contro il regime. Nel frattempo si ingrossavano le file dei combattenti, e furono sempre più i militanti che si aggiunsero alla rivoluzione. Nel frattempo Guevara costruirà presidi ospedalieri, stamperà un giornale clandestino, e trasmetterà su una radio libera, continuando sempre a combattere la dittatura.

La conquista dell’Avana

Tra dicembre del 1958 e il gennaio dell’anno successivo fu proprio Ernesto Guevara a lanciare l’offensiva decisiva all’Avana, battaglia decisiva della rivoluzione. Batista, dopo la sconfitta delle sue truppe, fuggì nella Repubblica Dominicana, lasciando che il Che entri nella capitale da liberatore ottenendo anche la cittadinanza cubana per i servizi resi alla rivoluzione. In seguito, divenne dirigente dell’Istituto Nazionale per la Riforma Agraria e poi presidente della Banca Nazionale di Cuba, attuando una ristrutturazione del settore del credito statale e creando delle scuole di formazione per funzionari e quadri politici. 

Tra giugno e novembre Guevara parte per un viaggio ufficiale, visitando i principali Paesi non allineati, parlando con i leaders mondiali e firmando accordi commerciali. Acquista sempre più responsabilità politiche, come rappresentare la nazione cubana all’assemblea dell’ONU del 1964. Ovviamente però, non è quello che sognava, e sentì il bisogno di allontanarsi dai riflettori, ritirandosi alla vita privata. Questa scelta fu coerente con un’esistenza all’insegna della generosità, che lo rendevano non del tutto compatibile con qualsiasi forma di potere. Molti invece sospettano che questo ritiro sia dovuto a Fidel Castro, che lo riteneva una minaccia per la sua fama. Da quel momento scomparve, e dove fosse restò un grande mistero.

Dalla ricomparsa alla morte

Ricomparve solamente nel novembre del 1966 in Bolivia, nella provincia di Cordillera, alla guida di un gruppo di guerriglieri. Tornò all’azione a causa della dura repressione boliviana ai danni delle sinistre, e lo stato d’assedio del ’67, nel quale vennero arrestati tutti i principali leaders sindacali. Questa volta però, Guevara non ha la meglio per le numerose imboscate da parte dei nemici, che porta via i suoi uomini migliori.

Il 26 settembre 1967 il suo gruppo cadde in una nuova imboscata, il Che venne colpito da una raffica di mitra e freddato con un colpo di pistola al cuore. Il 10 ottobre il corpo martoriato del Che viene mostrato ai giornalisti in un rituale macabro che non riuscì però a scalfire l’impatto simbolico di un’immagine di un Che sempre giovane. 

Federica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: