ALMANACCO: 12 Giugno nasce il pittore Egon Schiele

Pittore e incisore austriaco, Egon Schiele nasce il 12 Giugno del 1890. Pupillo del pittore Gustav Klimt, Schiele è considerato uno dei maggiori artisti figurativi del primo Novecento, nonché esponente assoluto del primo Espressionismo Viennese. Famoso per l’intensità espressiva delle sue opere, viene ricordato soprattutto per le sue linee spigolose e i colori accentuati che ricalcano corpi contorti caratterizzati da una sessualità cruda. Essi trasmettono l’introspezione psicologica e la comunicazione del suo disagio interiore.

Nato nel 1890 in una cittadina nei pressi di Vienna. La malattia mentale del padre e la sua precoce morte, fu un’esperienza traumatica che segnò profondamente la sua infanzia, e successivamente tutta la pittura tetra e malinconica. Con la morte paterna, la tutela di Egon fu affidata allo zio, che ne riconosce il talento artistico, iscrivendolo all’Accademia di Belle Arti di Vienna. Fu infatti in questo periodo che cominciò a dipingere, in particolare autoritratti, producendo circa trecento dipinti e più di tremila opere su carta.

Dall’influenza di Klimt all’Espressionismo

Ma dopo pochi anni, si accorse che l’Accademia risultava troppo conservatrice e chiusa, così sperimenta uno stile tutto suo, cercando ispirazioni e modelli in giro per la città, soprattutto all’interno dei Cafè. Qui si lega ad artisti molto vicini alla sua sensibilità d’avanguardia, come Gustav Klimt, padre della Secessione viennese, che lo influenza attraverso un’ arte che tende alla modernità e al progresso. Fu proprio Klimt, ad aiutare il giovane, procurandogli modelle da ritrarre e presentandolo ad alcuni ricchi mecenati, tanto che nel 1908 Schiele ottenne la sua prima mostra personale.

La mostra del 1908 incontra il favore della critica e Schiele, a diciannove anni viene annoverato tra gli artisti austriaci più interessanti dell’epoca. Questo successo lo porta, un anno dopo, a fondare con quindici amici artisti il Neukunstgruppe, di cui ne diviene presidente. Questo gruppo ebbe l’obiettivo di contrastare le nette censure artistiche che in quegli anni colpirono Vienna, contrapponendo al raffinato erotismo dell’Art Nouveau, una sessualità come pulsione profonda dell’uomo.

La poetica erotica distorta

Già nei suoi primi lavori emerge quel tratto espressionista che gli permetterà di passare alla storia come artista dall’animo profondo e inquieto. Accanto ai ritratti di amici e autoritratti, viene rappresentata la fisicità del corpo con un’aggressiva distorsione figurativa, in linea con l’arte di Klimt. La sessualità diventa ossessione erotica che, ricopre un’alta tensione emotiva legata al tema della solitudine angosciosa e inquieta. Essa viene sottolineata anche dall’idea di sfondo, che diventa una specie di vuoto, simbolo della tragica dimensione esistenziale dell’uomo, in continuo conflitto tra la vita e la morte.

Utilizza una linea tagliente e incisiva per mostrare il drammatico disfacimento fisico e morale. Anche il colore acquista un valore autonomo, non naturale, come simbolo di allucinata tensione. Oltre a rappresentare il corpo maschile nudo, si appassionò anche alle figure femminili, a cui era unito da un profondo legame personale, ma anche le figure infantili. Le raffigurazioni di adolescenti, soprattutto femmine, occuparono infatti un posto importante nelle sue opere, tanto da cercare modelli anche nei quartieri proletari, ed invitarli nel suo atelier.

Dalla prigione alla morte

Ma la situazione precipita nel 1912, quando venne accusato di aver sedotto, rapito e traviato una giovane modella quattordicenne, subendo un processo e rischiando la condanna a lunghi anni. Tuttavia alla fine del processo, venne ritenuto colpevole soltanto di aver esibito le sue opere, considerate pornografiche dall’autorità, e per questo rinchiuso in prigione per un mese e confiscati centoventicinque disegni. Questa esperienza traumatica influirà molto sulla psiche dell’artista.

L’Europa intanto è in tragico fermento, a causa dell’inizio della Prima Guerra Mondiale. Il conflitto coinvolse tutti, Schiele compreso che venne chiamato al fronte. Qui morirà all’età di 28 anni, il 31 Ottobre del 1918, per febbre spagnola.

Federica.

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