mARTEdì: Alla scoperta dell’opera iconica di PIERO DELLA FRANCESCA

Piero della Francesca è stato un pittore e matematico italiano, una delle personalità più emblematiche del Rinascimento italiano ed esponente della seconda generazione dei pittori-umanisti. Le sue opere, sospese tra arte, geometria e simbologia, riflettono questioni teologiche, filosofiche e d’attualità, attraverso un’armonia e un equilibrio di molteplici influssi e mediando tra tradizione e modernità, tra religiosità e nuove affermazioni dell’Umanesimo, tra razionalità ed estetica.

In questo articolo, vorrei soffermarmi su una delle opere di Piero della Francesca divenuta iconica perché del tutto rivoluzionaria, tanto da essere considerata un mix fra la prospettiva geometrica di Brunelleschi, la plasticità di Masaccio, la luminosità e il chiaroscuro di Beato Angelico e Veneziano, e i dettagli attenti alla realtà dei pittori fiamminghi. Una mescolanza di tecniche tenute insieme dalla semplificazione geometrica, il rigore prospettico e le regole matematiche.

Flagellazione di Cristo – Piero della Francesca

L’opera da prendere in esame è la Flagellazione di Cristo, realizzata nel 1470. Riflette una scena biblica sacra, il momento in cui Cristo viene frustato prima di portare la croce sulle spalle fino al monte Golgota, dove poi verrà crocifisso. La narrazione però è anticonvenzionale, cioè avviene attraverso un’eccentrica e coraggiosa interpretazione dell’artista. Infatti gli artisti prima di lui, scelsero tutti di dipingere Cristo già sulla croce, lasciando poco spazio alla precedente tortura. Invece Piero fu il primo a rivoluzionare la scelta del soggetto, strada che seguiranno anche altri artisti a lui successivi, come Caravaggio.

Inoltre la grande tela di Piero della Francesca, ha delle particolarità strutturali mai viste prima. Essa è divisa in 2 scene completamente staccate, quella della flagellazione a sinistra ambientata all’interno di un antico edificio, e quella di destra dove all’esterno ci sono 3 persone che parlano ed ignorano ciò che accade alle loro spalle. A dividere le due scene c’è una colonna classica con le scanalature ed un capitello decorato, posta proprio al centro della tela.

Ma prendiamo in analisi i tre uomini della scena di destra. Possiamo notare che sono 3 personaggi del tutto diversi tra loro, sia come espressioni, sia inoltre come vestiario. L’uomo appoggiato alla colonna centrale ha dei vestiti particolari, indossa una lunga tunica rosso scuro e uno strano cappello, che ricorda la tradizione orientale del mondo bizantino. L’uomo anziano davanti invece, indossa un vestito finemente decorato color oro e blu. Il ragazzo biondo centrale invece, potrebbe appartenere alla famosa famiglia da Montefeltro, e gli altri 2 diventerebbero, di conseguenza, i loro alleati politici.

Nella scena di sinistra invece, con la flagellazione di Cristo, ci sono infiniti dettagli e piccolezze molto importanti. Primo fra tutti è il pavimento a scacchiera, completamente diverso dal resto dell’opera, e molto moderno. La scena inoltre è riempita da vari uomini, di cui 3 sono i fustigatori intorno a Cristo, che appaiono vestiti secondo la tradizione antica romana. I loro movimenti non sono uguali, infatti l’uomo vestito di verde, impiega più forza di quello vestito di celeste che muove solo le braccia, mantenendo le gambe immobili. L’uomo centrale addirittura neanche partecipa alla violenza, e potrebbe essere ricondotto ad un turco ottomano per il turbante.

Per quanto riguarda la figura di Cristo invece appare inerme, bianca e incatenata ad una grande colonna. Su di essa è presente una piccola statuina d’oro che risale a tempi antichi, rifacendosi alle grandi statue di Costantino, del dio greco Apollo o Heliòs il dio del Sole. Un ulteriore legame con il mondo bizantino. Alla sinistra di Cristo, seduto su un trono, vi è inoltre una presenza misteriosa. Facendo riferimento ai Vangeli potrebbe essere Ponzio Pilato, ma i suoi vestiti non fanno riferimento alla tradizione del periodo, bensì appartengono invece alla tradizione orientale. Secondo questo punto di vista quindi potrebbe essere Giovanni VIII Paleologo, importante figura bizantina, giunto in Italia 20 anni prima che Piero realizzasse questa tavola.

Lo stile artistico e le tecniche usate

Il pittore usò dei toni precisi e forti, schiariti però con il tempo. Inoltre notiamo come le espressioni dei personaggi siano tutte uguali e tranquille, come se siano estranei alla violenza della flagellazione. Stesso discorso anche per i 3 personaggi di destra, chiacchierano tranquillamente, ignorando del tutto la sofferenza di Cristo.

Ma un dettaglio importantissimo nell’opera è l’uso sapiente della luce. Essa colpisce il terzetto di destra illuminando tutta la scena all’esterno eccetto l’edificio con Gesù e gli aguzzini. La stanza invece viene illuminata esclusivamente dalle grandi aperture frontali dell’edificio, e da Cristo stesso, fonte primaria di luce. Come se emanasse un forte bagliore che illumina ancora di più l’ambiente circostante, lasciando in ombra i suoi aggressori e l’uomo sul trono.

Anche la matematica riveste un ruolo fondamentale nell’opera. Infatti per proporzionare le due scene della tela, Piero si serve della legge della sezione aurea. Possiamo notare come la linea di fuga della trave sinistra dell’edificio, segue perfettamente la sezione aurea, e se proviamo a prolungarla verso il centro, colpisce perfettamente la testa di Cristo per finire, in basso sui piedi del ragazzo a sinistra. Questa attenzione alla matematica per dimostrare il suo interesse alla filosofia platonica, inserendo questi valori nelle sue opere.

Federica.

One thought on “mARTEdì: Alla scoperta dell’opera iconica di PIERO DELLA FRANCESCA

  1. Visto che avevo già letto su un blog che seguo di Piero della Francesca, ti segnalo gli articoli sull’argomento, che mi pare di ricordare fossero molto belli, anche perché ne davano una visione personale in alcuni passaggi!

    https://cucinandopoesie.wordpress.com/2020/10/11/il-magico-piero-o-della-luce-del-colore-della-matematica-1/

    (e dovrebbe esserci anche il link per gli articoli successivi)

    PS: ovviamente ottimo articolo anche il tuo! 🙂

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