ALMANACCO: 6 Giugno nasce il pittore Diego Velázquez

Grandissimo pittore spagnolo, Diego Velàzquez nasce il 6 Giugno del 1599. Considerato l’artista più importante tra quelli presenti alla corte di Re Filippo IV, colui che meglio rappresenta l’epoca barocca. Autore dell’indiscusso capolavoro Las Meninas, diventato famoso per la sua luce che ha rischiato di mettere in ombra un patrimonio artistico di indiscutibile pregio. Fu anche un grande ritrattista.

Nato a Siviglia nel 1599 da una famiglia benestante, Diego fin da ragazzino mosse i propri passi nel mondo dell’arte. Venne accolto prima nello studio di Francisco Herrera il Vecchio e poi, a partire dai dodici anni, nella bottega di Francisco Pacheco. Qui studiando come in un’accademia, imparò tutte le tecniche della pittura in uno stile idealizzante all’interno della tradizione cattolica spagnola. Fu proprio Pacheco a fargli ottenere la licenza per lavorare come maestro pittore in città.

I ritratti reali di Madrid

Dopo essersi fatto un nome a Siviglia, Velázquez nel 1622 decise di trasferirsi a Madrid in cerca di nuovi incarichi. Qui ottenne un colloquio di lavoro con il re Filippo IV di Spagna, per il quale realizzò il ritratto del sovrano in persona, in un solo giorno. Il sovrano fu così soddisfatto e sorpreso del risultato, tanto da nominarlo pittore di corte e ritrattista ufficiale del re, assegnandogli anche un appartamento nel palazzo del sovrano. In questo periodo venne ricordato soprattutto per i suoi ritratti, a cavalieri, soldati, religiosi e poeti, tutti con grande espressività, date dall’attento uso delle luci e dei chiaroscuri.

Nonostante fosse il ritrattista ufficiale di corte, Velázquez non dipinse solo i volti dei nobili, ma fu colpito particolarmente dai visi dei nani, dei giullari e delle persone comuni. Uno dei suoi più notevoli ritratti è infatti quello del suo servitore e amico Juan de Pareja. In quegli anni realizzò anche il suo più grande dipinto a tema religioso, il Cristo crocifisso, che ritrae Cristo solo su uno sfondo scuro, nel momento immediatamente successivo alla morte. Alcuni studiosi pensano che il viso sia in realtà quello dello zio di Velázquez.

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Il suo amore per l’Italia

Nel 1628 Velázquez fece la conoscenza con il pittore fiammingo Pieter Paul Rubens, in visita diplomatica a Madrid. Quest’ultimo lo convinse a visitare l’Italia e scoprire i maestri dell’arte italiana e ammirare le opere di Caravaggio, di Tiziano e dei maestri del Rinascimento. Questa esperienza influirà profondamente sulla sua arte, rendendola più completa e profonda, come si può vedere dall’attento realismo e dagli sfondi scuri, in linea con lo stile caravaggesco.

A 20 anni di distanza, realizzò un secondo viaggio in Italia, arrivando a Genova, dove entrerà ancora più in contatto con l’arte e lo stile di Tiziano, Tintoretto e Veronese. Non a caso l’artista realizza una delle sue opere più famose, la Venere allo specchio, nella quale è chiara l’influenza di Tiziano e della sua Venere di Urbino.  Si tratta dell’unico nudo femminile rimasto dell’artista spagnolo. Continuerà inoltre la serie dei suoi ritratti importanti, come quello per Papa Innocenzo X con un tratto più marcato ed audace.

Il capolavoro Las Meninas

In seguito al viaggio nella penisola, nel 1651 sbarcò a Barcellona, portando con sé molti dipinti e 300 statue di nudo, sistemate e catalogate per il re. Alcuni anni dopo, dipinse il suo capolavoro, intitolata Las Meninas, un’opera magistrale per composizione, profondità, luce e scelta del soggetto. La protagonista del quadro sembra a prima vista una bambina, Margherita, la figlia maggiore del re. Tuttavia, osservando le varie parti del quadro, non è più tanto chiaro chi o che cosa sia il vero soggetto dell’opera, in quanto il pittore si trova dipinto vicino alle bambine e volge il suo sguardo verso lo spettatore.

Pare che questo mistero ci sia svelato dallo specchio posto alla sinistra della porta. Questo riflette infatti le due sagome dei reali di Spagna, che quindi si trovano di fronte al pittore, ma che lo spettatore non può vedere. Si direbbe dunque che l’artista stia ritraendo Filippo IV e la moglie, ma da l’impressione di ritrarre chiunque si fermi ad osservare il quadro. Il dibattito sul vero soggetto di quest’opera è ancora aperto. Quest’opera è sempre stata considerata la “summa” dell’arte di Velázquez, perchè al suo interno, c’è l’abilità tecnica nel ritrarre, le conoscenze teoriche di arte, matematica e geometria, c’è la creatività e il coraggio di rappresentare un soggetto istituzionale in modo così anticonvenzionale.

Gli ultimi anni di vita

Un anno dopo ebbe l’incarico di curare l’allestimento scenico del matrimonio tra Maria Teresa di Spagna e Luigi XIV di Francia, sull’Isola dei Fagiani, una piccola isoletta paludosa nel fiume Bidasoa. Secondo quanto riportano le cronache compì un ottimo lavoro, ma al ritorno a Madrid fu colto da febbre e in capo a poche settimane morì.

Federica.

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