ALMANACCO: 30 Maggio muore il pittore Pieter Paul Rubens

Nel giorno della sua morte, avvenuta il 30 Maggio del 1640, celebriamo Pieter Paul Rubens pittore fiammingo del XVII secolo. Figura centrale dell’arte barocca del Nord Europa, è conosciuto per essere uno dei tre esponenti di spicco del Secolo d’oro dell’arte Olandese, insieme a Rembrandt e Vermeer. Il suo stile pittorico, caratterizzato da un accentuato senso drammatico e dinamismo nella composizione, sarà fonte di ispirazione per molti artisti del Barocco.

Nato nel 1577 in Germania da una famiglia benestante, Rubens studiò il latino, dedicandosi alle materie umanistiche. Fece il suo apprendistato come pittore presso Tobias Verhaeght, ma già all’età di 21 anni poteva considerarsi un artista indipendente, realizzando le sue prime opere come la Battaglia delle amazzoni e il Peccato originale, che evidenziano due tematiche che l’artista amava particolarmente: il sacro e la mitologia.

Il viaggio e le influenze in Italia

Nel maggio del 1600 partì per l’Italia dove rimase per i successivi otto anni. La sua prima tappa fu Venezia, dove scopre le tonalità calde e la ricchezza materica di Tiziano, Tintoretto e Veronese. Ma fu a Mantova che, entrato nella corte del duca Vincenzo I Gonzaga, ne divenne pittore ufficiale, studiando la ricca collezione ducale e realizzando per lui importanti incarichi, come La famiglia Gonzaga in adorazione della Trinità.

Solamente un anno dopo, si trasferì a Roma, per studiare l’arte antica e i grandi maestri come Raffaello, Michelangelo e Caravaggio, a cui si ispira per il realismo delle sue opere. Qui ottenne la sua prima commissione pubblica, tre pale d’altare per la cappella di Sant’Elena nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Entrato nella cerchia del cardinal Scipione Borghese, realizza per lui il Compianto sul corpo di Cristo, conservato alla Galleria Borghese e il Martirio di san Sebastiano di Palazzo Corsini.

L’attività artistica ad Anversa e la bottega-azienda

Dopo otto anni trascorsi in Italia, Rubens tornò in Olanda, ad Anversa, dove divenne pittore di corte dei vicerè spagnoli Alberto e Isabella, reggenti dei Paesi Bassi. In questo periodo il suo stile si modifica, forse in rapporto alla Controriforma Cattolica. Le sue opere diventano più chiare e con toni cromatici freddi, con l’equilibrio più marcato dato dalla simmetria e dall’armonia dei personaggi, sull’esempio delle statue ellenistiche che Rubens copiò a Roma. Esempi sono la classicheggiante Discesa dalla croce, per la Cattedrale d’Anversa, e l’Incredulità di san Tommaso, prendendo a modello per il Cristo un Giove antico.

In questo periodo organizza anche una bottega, organizzata con criteri da piccola industria, scegliendo allievi in base alle singole specializzazioni. Molti artisti fiamminghi come Van Dyck, Jordaens, Jan Brueghel, Daniel Seghers, collaborarono con Rubens e subirono la sua influenza. Come una catena di montaggio, Rubens impostava il lavoro, i suoi allievi completavano l’opera, e lui ne dava il tocco finale. In questo modo riusciva a soddisfare le numerose commissioni importanti, tra cui quelle del re spagnolo Filippo IV, Carlo I di Inghilterra, i nobili genovesi e la madre del re di Francia, Maria de’ Medici.

Federica.

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