mARTEdì: il bizzarro Trittico delle Delizie di HIERONYMUS BOSCH

Hieronymus Bosch è considerato uno dei più interessanti pittori olandesi, maestro del grottesco e del bizzarro. I suoi dipinti, popolati da creature misteriose e inquietanti, ancora oggi sono oggetto di interpretazione da parte degli studiosi. Nelle sue opere emergono dettagli e simboli che appartengono al mondo complesso e misterioso dell’alchimia, come se l’artista volesse svelarci qualcosa, usando un linguaggio cifrato, comprensibile solo da alcuni.

Bosch risulta quindi un’enigma a tutti gli effetti. L’opera che meglio lo rappresenta è Il Giardino delle Delizie, anche noto come il Trittico, composto da un riquadro centrale più grande e due ante laterali minori, che si richiudono su se stesse. Considerato dagli studiosi, l’opera più ambiziosa e importante di Bosch, di cui ancora oggi non riescono a darne una versione certa, e un’interpretazione unanime.

Descrizione ed interpretazione

È un’opera complessa ed enigmatica che, secondo alcuni, riproduce il destino dell’umanità. Viene considerata la rappresentazione dei piaceri carnali e, allo stesso tempo, una critica verso il loro abuso, ovvero il peccato della lussuria. Nel pannello centrale più grande, infatti viene descritto il Giardino delle Delizie, un falso paradiso sede di peccato. Mentre ai suoi lati, nelle ante laterali del trittico, rispettivamente troviamo l’Eden con Adamo ed Eva, e l’Inferno ambientato tra ghiaccio e fuoco. Una volta piegate, mostrano una rappresentazione della Terra durante la Creazione.

Bosch è famoso per la sua satira pittorica legata ai peccati degli uomini, e questo trittico ne è la prova. L’opera rappresenta numerose scene bibliche ed ha probabilmente lo scopo di descrivere la storia dell’umanità, attraverso la dottrina cristiana medievale. L’osservatore si perde tra i mille particolari delle scene che tuttavia rivelano un’unità d’insieme. Gli episodi sono legati infatti con estrema coerenza, data dalla continuità del paesaggio di fondo con il contenuto.

Pannello a sinistra – Paradiso

Nel pannello di sinistra è descritto l’Eden dove vivevano gli uomini prima di commettere il peccato originale. Adamo ed Eva sono al cospetto di Dio, il loro creatore, che appare giovane e forte, con occhi azzurri e ricci dorati. La scena intorno rappresenta un paesaggio bucolico popolato da varie specie di animali sia esotici, come una giraffa e un elefante, sia fantastici come un unicorno e vari animali alati che fuoriescono da un buco nel terreno.

Anche le piante presenti sono le più disparate, come il tronchetto della felicità dietro le spalle di Adamo. Al centro del paesaggio, ricco di fauna e flora, vediamo infine un laghetto dal quale emerge una splendida fontana. Essa di colore rosa, realizzata con chele di crostaceo, rappresenta la fonte della vita. Oltre che alla creazione, Bosch in questo riquadro fa riferimento alla nascita della vita.

Pannello Centrale – Giardino delle Delizie

Il pannello centrale è quello da cui deriva il nome dell’intero Trittico, è riproduce un finto Paradiso che inganna i sensi, un giardino delle delizie dedicato al peccato e alla lussuria. Come descrizione perfetta dei piaceri e dell’amore, Bosch include un gran numero di figure nude di varie etnie, divise in gruppi o coppie, intenti a consumare relazioni amorose. Bosch raffigura la corruzione interiore dell’umanità, uomini e donne che non riescono a controllare gli istinti e si abbandonano ai piaceri dei sensi. Troviamo anche creature ibride e stravaganti e mostri.

Gli animali rappresentati sono fantastici e molto più grandi della realtà, e in particolare i due gufi, simbolo del male, posizionati ai due estremi laterali del pannello. Sono presenti anche piante e frutta di dimensioni surrealistiche, con connotazioni erotiche e riferimenti allegorici agli organi sessuali. In contrasto con la confusione che prevale in primo piano, sullo sfondo si impone la geometria, attraverso costruzioni architettoniche fantastiche. Vediamo fontane e padiglioni, ma anche una sfera scura che galleggia sull’acqua e che potrebbe simboleggiare la Fonte del Peccato.

Pannello a destra – Inferno

Il pannello di destra rappresenta l’inferno, il castigo ambientato tra ghiaccio e fuoco. Anche la natura risulta arida ed inospitale su uno sfondo scuro e tenebroso. Viene anche chiamato inferno musicale perché pieno di strumenti musicali usati per torturare i peccatori, coloro che dedicano il tempo alla musica profana. Qui vengono puniti tutti i peccati capitali, attraverso la descrizione delle pene corporali che si infliggevano a quell’epoca, anche le più disgustose e inquietanti. I personaggi, anche qui raffigurati nudi, perdono per questo ogni sensualità, trasmettendo invece vergogna ed umiliazione.

Un esempio di pena capitale, viene applicata ai golosi raffigurati nella la scena della taverna, posta al centro del pannello. E’ raffigurato un mostro con la testa umana, le gambe a tronco d’albero e il corpo che sembra il guscio d’uovo, dentro cui persone seminude sedute a un tavolo aspettano di essere servite da rospi e da altre creature sgradevoli. Sulla testa del mostro vi è un vassoio circolare, su cui è presente una grossa cornamusa rosa, simbolo dell’apparato genitale femminile. Il riferimento agli strumenti musicali, ha un’accezione negativa perché utilizzati come strumenti di tortura e punizione, ad esempio l’arpa, servita per la crocifissione di un uomo.

Pannello ad ante chiuse – Creazione del mondo

Quando i pannelli laterali del trittico sono chiusi mostrano un quarto pannello che descrive la creazione del mondo. Sembrerebbe riprodurre il terzo giorno di creazione, descritto nel libro della Genesi, nel quale le acque furono separate dalla terra e il Paradiso terrestre venne creato. La terra viene racchiusa in una gigantesca sfera di vetro trasparente monocromo dalle tonalità fredde, dati da una speciale tecnica chiamata “grisaille”, che utilizza solo i toni del grigio.

Nella metà inferiore il mondo bolle in una specie di magma grigio e spento, una landa desolata e spettrale, sulla quale galleggiano piccole parti di terra da poco create. Nella metà superiore a sinistra, invece sospeso tra le nubi, appare Dio, che indossa una corona simile a una tiara papale ed è seduto con una Bibbia sulle ginocchia. L’espressione è cupa e corrucciata, è il Dio creatore come appare evidente dalle due iscrizioni latine che appaiono su ogni pannello.
(Egli parla e tutto è fatto. Egli comanda e tutto esiste).

Federica.

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