ALMANACCO: 18 Maggio muore lo scultore Pietro Cascella

Scultore, ma anche pittore e ceramista, Pietro Cascella morì il 18 Maggio del 2008, all’età di 87 anni. Diventa un grande artista grazie alle influenze sul campo del nonno Basilio Cascella, del padre Tommaso Cascella e dello zio Michele Cascella. Non poteva nascere anche lui un’artista a 360 gradi.

Nato a Pescara nel 1921, si appassionò fin da subito al mondo dell’arte, iniziando come pittore. Trasferitosi a Roma, inizia a seguire i corsi dell’Accademia delle Belle Arti, lavorando nello stesso tempo in una fornace per la ceramica, insieme al fratello. Fu grazie a questa esperienza che iniziò ad elaborare sculture si ceramica, anche di grandi formati. L’abbandono della pittura a vantaggio della scultura avviene, quindi, a partire dal secondo dopoguerra.

L’inizio della sua carriera da scultore

Già a soli 22 anni, prende parte alla IV edizione del Quadriennale di Roma, e alla prima edizione della Biennale di Venezia nel periodo post-bellico. Inoltre nel 1957 partecipa al Concorso per il “Monumento di Auschwitz” con un progetto elaborato dal fratello e dall’architetto Julio Lafuente, che verrà realizzata solamente 10 anni dopo.

Nello stesso periodo lavora a quadri-scultura, le cui tematiche surreali si approfondiscono in seguito all’incontro e all’influenza di Sebastian Matta. La sua ricerca si orienta quindi verso la pietra e il marmo, materiali in cui realizzerà la gran parte delle sue opere monumentali. Le sue opere solitamente composte da pietre levigate, aspre o corrose ricordano accenni di matrice cubista, insieme a elementi di pura geometria.

Altre opere fondamentali

Le sue mostre personali sono numerose, realizzate in tutto il mondo, da Roma a Milano, Parigi, Monaco e Bruxelles, fino ad esporre a New York. Ma dopo aver realizzato opere scultoree per le mostre, la ricerca di Cascella si orienta verso opere di carattere monumentale, in cui si fondono impegno sociale e progetti scultorei su scala urbana. Ricordiamo l’Arco della Pace a Tel Aviv, Cento Anni di lavoro allo stabilimento Barilla a Parma, Omaggio all’Europa a Strasburgo, il Monumento a Giuseppe Mazzini a Milano, La Nave sul lungomare di Pescara, Sole e Luna a Riad, e Bella Ciao a Massa.

Negli anni ’90 realizza le sue più grandi opere come la Volta Celeste ad Arcore insieme ad altre sculture, fontane e colonne simbolo, l’Agorà all’Università di Chieti, il Monumento della Via Emilia a Parma, la Porta della Sapienza a Pisa, l’Ara del Sole in Sardegna, il Teatro della Germinazione nel Parco Nazionale d’Abruzzo, e molte altre. Le ultime opere prima della morte, realizzate nel 1999 furono le due fontane per la città di Chiavari e per la Baraclit nel Casentino, in Toscana.

Federica.

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