ALMANACCO: 10 Maggio Nelson Mandela diventa presidente del Sudafrica

Nell’aprile del 1994, si tennero in Sudafrica le prime elezioni multirazziali della sua storia, dopo anni e anni di dominio dei bianchi sui neri, di segregazione razziale e di violenze contro la maggioranza nera. Tutto questo ebbe fine quando il 10 maggio 1994 il Parlamento votò la nomina di Nelson Mandela, primo Presidente nero del Sudafrica.  

Furono quasi 20 milioni i Sudafricani che si recarono al voto, la stragrande maggioranza di loro per la prima volta. Con il 62,6% dei consensi, conquistò la maggioranza assoluta dei seggi e potè finalmente governare il paese. Da straordinario leader quale fu, si fece carico della difficile transizione del Sudafrica, dal 1994 al 1999.

L’inizio del suo impegno politico

Tutto iniziò nel 1944, contribuendo alla nascita dell’African National Congress (Anc), il più importante partito sudafricano, con l’obiettivo di porre fine alle ingiustizie e alle sofferenze dei neri provocate dalla popolazione bianca: gli Afrikaner. Le azioni di resistenza contro l’apartheid cominciano qualche anno dopo, rivoluzioni così cruente che portarono molti morti e un grande massacro nel 1960. A questo episodio tragico fa seguito la decisione del governo di dichiarare l’Anc illegale, portando all’arresto di Mandela accusato di tradimento, dalla quale venne però successivamente assolto.

Nel 1962 Mandela venne arrestato per la seconda volta per aver abbandonato il paese senza autorizzazione e per aver organizzato alcune manifestazioni di protesta. Venne condannato inizialmente a cinque anni di reclusione e ai lavori forzati. L’anno seguente, Mandela fu coinvolto in un processo ad altri membri, con l’accusa di aver complottato contro il governo con la forza, e venne condannato all’ergastolo nel 1964 e rinchiuso nel carcere di massima sicurezza sull’isola di Robben Island, al largo di Città del Capo.

Dal carcere al Nobel per la Pace

Durante i 27 anni passati in carcere, la fama di Mandela crebbe in modo costante, diventando simbolo internazionale di resistenza, un martire della lotta contro il razzismo, aumentando le pressioni sul governo sudafricano e sull’apartheid. Nel 1988 Mandela venne ricoverato in ospedale per una malattia, ma nonostante questo si rifiutò sempre di scendere a compromessi politici per ottenere la libertà.

L’11 febbraio del 1990 Nelson Mandela, a quasi 72 anni, torna a essere un uomo libero. Il suo unico scopo fu portare a termine il lavoro iniziato quarant’anni prima, dedicandosi completamente all’emancipazione del popolo nero. Dopo aver sospeso la lotta armata, nel 1991 Mandela diventa presidente dell’Anc, instituendo la Convenzione per un Sudafrica democratico finalizzata a dar vita a un nuovo governo eletto da tutti i cittadini. Gli sforzi di Mandela convinsero il comitato per il Nobel a conferire al leader il premio per la Pace nel 1993 per aver creato le basi per un Sudafrica nuovo e democratico.

Il governo di Mandela

Nell’aprile del 1994 si svolgono le prime elezioni democratiche e aperte a tutti i cittadini, facendo vincere l’Anc e Mandela, che diventò presidente del Sudafrica. Durante la presidenza, Mandela lavora per la pacificazione e per dare una spinta all’economia. Alla vendetta preferisce il perdono dei nemici politici, istituendo un tribunale speciale, sotto il nome di Commissione per la verità e la riconciliazione (TRC). Persino coloro che hanno commesso abusi e violenze durante il periodo dell’apartheid vengono assolti.

Nel suo governo ebbe però anche degli intoppi, soprattutto legati alle mancate conquiste sociali e all’incapacità di fermare il dilagarsi dell’HIV/AIDS nel Paese. Mandela cercò di realizzare un progetto ambizioso, creando il National AIDS Plan, secondo il quale tutti i ministeri vennero chiamati a sviluppare programmi sul tema. Progetto che però fallì totalmente per mancanza di coordinamento, e per un sistema sanitario frammentato ereditato dall’apartheid, che portò il numero delle infezioni addirittura a raddoppiare.

Gli ultimi anni

Mandela alla fine del mandato avvenuto nel 1999, non si ricandidò, ma continuò ad impegnarsi a sostegno alle organizzazioni per i diritti sociali, civili e umani. Ricevette numerose onorificenze, come quella dalla Regina Elisabetta II e da George W. Bush. Ma intorno al 2004, all’età di ottantacinque anni, Mandela annunciò di volersi ritirare dalla vita politica e di voler passare il maggior tempo possibile con la sua famiglia.

Mandela muore a Johannesburg il 5 dicembre 2013.

Federica.

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