ALMANACCO: 5 Maggio muore Napoleone Bonaparte

Per celebrare la sua morte, avvenuta il 5 Maggio del 1821, ci soffermiamo sulla vita di uno dei più famosi condottieri e uomini politici, Napoleone Bonaparte. Conosciuto come politico e generale francese, fu il fondatore del Primo Impero francese e protagonista della prima fase della storia contemporanea europea detta “età napoleonica”. Un genio militare salito al trono imperiale.

Nato nel 1769 ad Ajaccio, in Corsica, da una famiglia della piccola nobiltà. Fu proprio il padre a spingerlo ad intraprendere la carriera militare, e fin da giovane frequentò la scuola militare di Parigi, diventando sottotenente d’artiglieria nel 1785. Grandi rivolgimenti politici e sociali attendevano l’Europa e il giovane Napoleone ne sarebbe stato l’artefice principale.

Gli inizi in campo militare

Abbandonate le iniziali simpatie per Pasquale Paoli, colui che porterà all’indipendenza della Corsica dalla Francia, nel 1793 in piena Rivoluzione francese, il capitano Bonaparte decise di schierarsi a favore del governo giacobino. Napoleone così ebbe un ruolo decisivo nella riconquista di Tolone, occupata dagli Inglesi, e fu premiato con la nomina a Generale di brigata.

Dopo la fine del governo francese di Robespierre, cadde in disgrazia, ma si risollevò quando gli venne affidato l’incarico di reprimere i gruppi realisti che miravano alla restaurazione della monarchia. Nel 1796, dopo che il governo francese lo aveva scelto, come comandante dell’armata d’Italia, Napoleone sposò Giuseppina Beauharnais, in grado di favorire la sua carriera.

La Campagna d’Italia

A soli 26 anni, gli fu affidato il comando dell’armata francese impegnata nella Campagna d’Italia contro gli Austriaci, padroni dell’Italia del Nord dal Settecento. Con un esercito di 38.000 uomini, e contro tutte le aspettative, mise rapidamente alle strette gli eserciti austro-piemontesi, costringendoli alla fuga. Napoleone si trovò così a essere il padrone assoluto dell’Italia settentrionale e centrale.

Grazie alla Campagna d’Italia conquista il Piemonte, la Toscana, la Liguria e parte della Lombardia. Tra 1796 e 1797 Napoleone occupò anche l’Emilia e la Romagna e arrivò a dominare lo Stato Pontificio e sottomettere i ducati di Modena e Parma. Infine piegò la Repubblica di Venezia. Mentre da un lato fece saccheggiare i territori conquistati, dall’altro li riorganizzò, ad esempio creò la Repubblica Cisalpina e la Repubblica Ligure.

Dalla Campagna d’Egitto al Colpo di Stato

Conquistata gran parte dell’Italia, il Direttorio affidò a Napoleone l’incarico di attaccare l’Inghilterra. Non potendo fare un’invasione marina attraversando la Manica, Napoleone scelse di occupare l’Egitto, possedimento turco, ma adatto per colpire gli interessi economici inglesi. L’invasione era infatti rivolta a tagliare le vie del commercio inglese con l’Oriente. Nel luglio 1798, sbarcato ad Alessandria, vinse i Mamelucchi (le milizie turche che governavano l’Egitto), nella Battaglia delle Piramidi.

Intanto però in Europa, la guerra stava avendo un esito negativo per gli eserciti francesi, dove era in corso una grave crisi politica. Napoleone decise così di tornare in Francia, e risolvere la situazione. Grazie all’aiuto determinante del fratello Luciano, presidente del Consiglio dei Cinquecento, riuscì a mettere in atto un colpo di Stato che pose fine al governo del Direttorio.

Napoleone Imperatore dei francesi

Il Direttorio fu distrutto e la Francia fu affidata a un consolato di tre Membri, tra cui Napoleone come primo console, acquisendo pieni poteri. Di fatto, quindi, Napoleone assumeva il controllo di tutto, con l’appoggio della borghesia e dei diversi strati popolari. Ma nel 1802, attraverso un plebiscito, Bonaparte si fece eleggere console a vita, e non gli bastò, in quanto, solamente due anni dopo il popolo lo nominò Imperatore dei Francesi.

Questo suo nuovo incarico, portò molti frutti molto positivi che portarono la Francia da repubblica ad impero. Prima fra tutte fu l’istituzione della Banca di Francia, grazie alla quale le finanze dello stato migliorarono nettamente. Inoltre realizzò nel 1804 un Codice civile, detto Codice napoleonico, teso a proteggere e a favorire lo sviluppo del paese, garantendo la libertà delle persone, l’eguaglianza giuridica, l’autonomia dello Stato dalla Chiesa, e la libertà di impresa. Ovviamente ci furono anche i risvolti negativi come il divieto di coalizioni e azioni collettive da parte degli operai, oppure il grave ripristino di schiavitù nelle colonie.

Il Governo Napoleonico e l’espansione dell’Impero

Nel 1805 il nuovo Imperatore dovette fronteggiare una coalizione tra Gran Bretagna, Austria, Russia e Regno di Napoli. Questo scontro portò a 5 anni di guerre che sconvolsero del tutto la carta geografica d’Europa. Conquistata l’Austria ed altre parti dell’Italia, tra cui il Regno di Napoli, Toscana e il Lazio, dalle quali trafugarono importanti opere d’arte, ma non la Gioconda come si crede, portata invece dallo stesso Leonardo da Vinci in Francia nel 1517.   

Buona parte dell’Europa era già sotto l’Impero napoleonico, ma Napoleone dovette però abbandonare l’idea di invadere l’Inghilterra. Ecco perché decise di espandersi verso Oriente, creando la Confederazione del Reno e proclamando decaduto il Sacro Romano Impero. Inoltre per minare la potenza inglese, proclamò il Blocco Continentale, ovvero vietando ai Paesi europei di commerciare con l’Inghilterra.     

Gli ultimi 100 giorni di governo

Proprio quando Napoleone ebbe il massimo trionfo, si iniziarono a delineare le prime crepe. Vi fu infatti una nuova coalizione tra Inghilterra, Russia, Prussia e Austria nel 1813, che l’imperatore dovette fronteggiare. Dopo alcune vittorie, venne però sconfitto a Lipsia in quella che viene definita la Battaglia delle Nazioni. Gli eserciti alleati occuparono Parigi e Napoleone fu dichiarato decaduto dal Senato, e abdicò andando in esilio all’Isola d’Elba.

Ridotto a piccolo sovrano dell’isola, Napoleone tentò la fuga per fare ritorno a Parigi, dove riassunse il potere e venne salutato da una folla in delirio, speranzosi di una svolta liberale. Iniziarono gli ultimi Cento giorni di governo napoleonico, che si conclusero nel 1815 con la sconfitta di Bonaparte a Waterloo da parte delle potenze della coalizione. L’Imperatore si consegnò agli Inglesi, i quali lo deportarono a Sant’Elena, un’isoletta nell’Atlantico meridionale, dove morì il 5 maggio 1821.

Federica.


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