ALMANACCO: 1° Maggio si festeggia la Festa dei Lavoratori

La Festa del lavoro o Festa dei Lavoratori viene celebrata il 1º maggio per ricordare tutte le lotte dei lavoratori per ottenere i loro diritti e i traguardi raggiunti in campo economico e sociale. L’origine della Festa risale alla Rivoluzione industriale negli Stati Uniti d’America, in cui le manifestazioni furono guidate dall’Associazione dell’Ordine dei Cavalieri del Lavoro, i Knights of Labor.

La festa ricorda le battaglie operaie, in particolare quelle volte alla conquista di un orario di lavoro giornaliero fissato in otto ore. Legge che entrò in vigore soltanto il 1º maggio 1867. Molti artisti denunciarono tramite le loro opere lo sfruttamento e le condizioni in cui vivevano i lavoratori nelle diverse epoche. Vediamo insieme le opere più famose diventate anche simbolo di rivendicazione.

Giuseppe Pellizza da Volpedo – Il quarto Stato

È un celebre dipinto del 1901, inizialmente intitolato Il cammino dei lavoratori. E’ un corteo di operai in cammino, che avanza con grande determinazione. Sui volti infatti, si leggono fierezza e la volontà di rivendicare i propri diritti. In primo piano ci sono un uomo anziano, un giovane e una donna con il suo bambino in braccio, che rappresentano le componenti della classe sociale più umile dell’epoca.

Divenut0 manifesto della lotta operaia, esso rappresenta lo sciopero dei lavoratori e simboleggia la protesta sociale. Il titolo, si riferisce ad un termine utilizzato durante la rivoluzione industriale 800esca. Si indicava, così, la classe lavoratrice formata da operai contadini e artigiani, lo strato più basso della società’, quello dei subalterni al terzo stato cioè la borghesia. L’opera inoltre dimostra l’impegno del pittore in ambito sociale, attraverso la descrizione di questa manifestazione. Infatti egli pensava che l’artista avesse il compito di educare la popolazione attraverso le proprie opere.

Angelo Morbelli – Per 80 Centesimi

Nel 1893 Morbelli dipinge questo quadro, in cui denuncia il lavoro delle mondine. Il paesaggio è diviso da numerosi canali, usati per inondare le coltivazioni di riso, mentre in primo piano vi sono figure riprese di schiena. Sono chinate in avanti e affondano le loro mani dentro la terra fangosa. La loro immagine si riflette nello specchio d’acqua in primo piano.

Le mondine restano immerse nell’acqua sino alle caviglie e piegate nel duro lavoro del trapianto del riso, compensato con soli 80 centesimi. Il titolo si riferisce proprio alla paga destinata alle mondine, ovviamente sottopagate. L’artista, con questo dipinto volle denunciare lo sfruttamento di queste donne, richiedendo un salario migliore e la riduzione delle ore di lavoro.

Honoré Daumier – Vagone di Terza Classe

E’ un dipinto del pittore francese Honoré Daumier, che ha fatto della propria arte uno strumento di lotta politica. Ad esempio in quest’opera denuncia le condizioni sociali delle classi più povere e la loro condizione sociale umile e poco presa in considerazione dallo Stato. Infatti nel vagone di terza classe, appaiono figure ammassate e molto vicine.

Tra queste sono presenti i lavoratori, con facce stanche, e i borghesi che si mostrano, con la loro arroganza e malevolenza, sottolineando così il netto divario tra deboli. Infatti i ricchi voltano le spalle ai poveri popolani in primo piano e non si curano di loro. Il realismo dei dettagli però ci rimanda alla condizione povera e precaria dei personaggi in primo piano, nei quali sembra aleggiare un senso di impotenza e di tristezza senza speranza. Fra questi appare una mamma che allatta il neonato al seno, e una donna anziana stanca che sembra guardare nel vuoto.

Jean-François Millet – Le spigolatrici

Dopo 10 anni di studi e bozzetti preparatori, Millet realizzò quest’opera che diventò un simbolo dell’umile lavoro nei campi. Esso ritrae infatti, tre spigolatrici chine sul campo appena mietuto che raccolgono le poche spighe cadute a terra. Due di loro hanno la schiena curva verso il raccolto a terra, mentre la terza si sta rialzando per riporre i chicchi di grano nel sacco. Nonostante la povera condizione sociale l’artista rappresentò le donne in primo piano illuminate da una luce eroica e scultorea.

Infatti quest’opera venne realizzata come denuncia del duro lavoro delle donne, ma anche come celebrazione delle figure del proletariato rurale molto povero. Attraverso l’accostamento delle diverse realtà sociali, proprietari, lavoratori specializzati e povere spigolatrici, Millet rappresenta la vita dignitosa dei più umili lavoratori delle campagne francesi.

Federica.

3 pensieri riguardo “ALMANACCO: 1° Maggio si festeggia la Festa dei Lavoratori

  1. Adesso sarebbe da dipingere uno smartworker con la cuffia, anche se, a dirla tutta, prima andrebbe fatto un quadro su chi siede nei call center e prova, suo malgrado, a venderti un abbonamento a qualunque cosa.

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