ALMANACCO: 25 Aprile si festeggia la Liberazione d’Italia

Ricorrenza conosciuta anche come anniversario della Liberazione, consiste in una festa nazionale della Repubblica Italiana che ricorre il 25 aprile e che celebra la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista. È un giorno fondamentale per la storia d’Italia e assume un particolare significato politico e militare, in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica durante la Seconda Guerra Mondiale.

Evento talmente importante che venne utilizzato successivamente da letterati, artisti e registi. Per quanto riguarda la storia dell’arte, venne anche realizzate un filone artistico che comprendeva dei pittori “resistenziali o partigiani” proprio perché attivi sul fronte della Resistenza, e allo stesso tempo in grado di celebrarla nelle loro opere. Per riuscire nel loro intento, però si servirono delle avanguardie storiche, come soprattutto Cubismo, surrealismo, impressionismo ed espressionismo.

Renato Guttuso – Serie Got mit Uns

Uno fra i pittori “resistenziali” fu Renato Guttuso, che rappresentò con grande realismo e capacità evocativa i torturati, i fucilati, i soldati delle stragi e tutta la rivolta degli uomini che combatterono e sacrificarono la loro vita per la libertà nazionale. Realizzò questa serie di disegni ed acquerelli dedicati alla Resistenza, intitolata Gott mit Uns, Dio è con noi, scritta tedesca incisa sulle fibbie d’acciaio dei nazisti.

I disegni del ciclo sono una potente e cruda testimonianza della lotta partigiana contro l’oppressione e la violenza delle dittature di tutta l’Europa e testimoniano, tra l’altro, l’impegno ideologico dello stesso Guttuso, che visse la Resistenza non solo come lotta politica contro il fascismo, ma anche come battaglia contro tutte le forme di opposizione alla libera espressione dell’uomo.

Gino Bonichi – Apocalisse

Gino Bonichi, in arte Scipione, fu l’autore di Apocalisse, questo quadro cupo e macabro che rispecchia totalmente i versi di Giovanni “Io non sono degno di te, ma voglio salvarmi da questo abisso da cui non si può risalire. Castigami, che io senta le mie colpe in vita, ma voglio la salvezza, voglio dormire puro come il pane, voglio gettarmi sulla terra senza contaminarla”.

Ci sono uomini nudi, dipinti come alieni sulla terra arsa e senza vita, spazzata da un vento sterile. L’orizzonte è segnato da pochi alberi, dai tronchi secchi, alzati quasi a sostenere il cielo cupo che si eleva oltre la fine del quadro. Dolore, pena, si mescolano a speranza e timore, a indugio e accettazione. E forse i raggi incandescenti appartengono al Verbo che illumina e prepara, rafforza e purifica.

Attilio Alfieri – Neve e Macerie

Venne fortemente condizionato dalla guerra, da cui Alfieri trasse ispirazione. Dalla tragedia avvenuta durante il secondo conflitto mondiale, realizzò alcune opere a seguito dei bombardamenti avvenuti a Milano intorno al 1941. La distruzione della città colpì anche il suo studio in via Procaccini, dove era solito progettare e dare vita alle sue opere.

Da questo tragico evento, ebbe l’ispirazione per celebrare tutte le persone che rimasero illese dalla guerra e quindi realizzare una serie di quadri con questa tematica, intitolata Guerra e distruzioni. Trasmettendoci tutta la sua angoscia esistenziale rappresenta le macerie sotto una nube di polvere e detriti, simili a neve, e ancora le condizioni degli sfollati, il dolore dei feriti, la morte dei partigiani, e molto altro.

Aligi Sassu – I martiri di Piazzale Loreto

Sassu racconta un drammatico e infamante episodio avvenuto in Piazzale Loreto a Milano nel 1944, compiuto dai membri della Repubblica di Salò contro giovani partigiani. Li uccisero a sangue freddo, in seguito ad una loro rappresaglia contro dei soldati tedeschi. Dopo aver eseguito la condanna i corpi insanguinati dei partigiani vennero lasciati al centro della piazza per tutto il giorno esposti al sole cocente.

L’artista, che militò per primo nella Resistenza italiana e quindi molto sensibile a tali temi, decise di celebrare la lotta partigiana, portando onore per i soldati uccisi. Inoltre nel dopoguerra si impegnò nelle battaglie sociali dei lavoratori.

Federica.

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