ALMANACCO: 22 Aprile si festeggia la Giornata Mondiale della Terra

La Giornata della Terra è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta. Le nazioni Unite celebrano questa ricorrenza ogni anno, un mese e un giorno dopo l’equinozio di primavera, ovvero il 22 aprile. Questo evento green, venne istituito nel 1970 da John McConnell, un attivista interessato all’ecologia.

Questa celebrazione della vita e della bellezza della Terra, però fu da sempre promossa anche all’interno di letteratura e arte. Furono molti gli artisti che per mezzo di allegorie e personificazioni rappresentarono la potenza e la magnificenza della Dea Terra. Vedremo come nel corso del tempo, la figura del nostro pianeta, si evolva e assuma caratteri sempre diversi.

Geb egizio, Dio della Terra

Prima di tutto, bisogna sottolineare come nell’Antico Egitto, l’idea della Terra sia differente dalla figura potente e femminile che abbiamo oggi. Infatti, secondo la religione egizia, si venerava Geb, il dio della terra, una delle poche divinità maschili presente. Secondo l’iconografia veniva spesso raffigurato sdraiato a terra, in stretto contatto con quello che rappresentava. E veniva accompagnato da un oca, posizionata vicino alla testa, emblema geroglifico che simboleggia il suo nome.

Con il passare del tempo, il suo nome venne associato sempre più spesso alla Valle, terra abitabile dell’Egitto, e quindi legato alla vegetazione e alla fertilità nonché al dominio sugli animali. Proprio per questo, l’oca che lo rappresenta divenne un simbolo di prosperità, usato anche dai faraoni.

Gea, dea della Terra primordiale greca

Nella religione e nella mitologia greca, la dea primordiale della Terra, prendeva il nome di Gea, o Gaia in greco omerico. Nel poema mitologico greco di Esiodo, si racconta come, dopo Caos, sorse l’immortale Gea, madre dei Titani e degli Dei dell’Olimpo. Da sola e senza congiungersi con nessuno, Gea genera Urano, il cielo stellante pari alla Terra, e in seguito generò i monti, le ninfe dei monti e Ponto, il mare.

Nell’arte classica Gea poteva essere rappresentata in due modi diversi. Nelle decorazioni vasali ateniesi veniva ritratta come una donna dall’aspetto matronale che emergeva dalla terra soltanto per metà, spesso mentre porgeva ad Atena il piccolo Erittonio (futuro re di Atene) perché lo allevasse. Nei mosaici di epoca successiva, invece appare come una donna che si sta stendendo a terra, circondata da un gruppo di Carpi, divinità infantili che simboleggiano i frutti della terra.

Opi, divinità arcaica della Terra

Opi è una divinità arcaica romana, personificazione della terra e dispensatrice dell’abbondanza agraria. Le leggende romane le attribuiscono delle origini sabine, in quanto il suo culto a Roma sarebbe risalente al periodo del re sabino Tito Tazio. Molto spesso viene scambiata con la personificazione dell’Abbondanza, con la dea italica Annonia, e con Cerere, dea della fertilità e dei raccolti.

Tale molteplicità di figure si può ricondurre al fatto che il culto romano arcaico, più che essere politeista, credeva a molte essenze di tipo divino, il cui potere si manifestava in modi altamente specializzati. Alla sua protezione era affidato il grano mietuto e riposto nei granai, per questo nell’iconografia viene raffigurata con una cornucopia, colma dei frutti della Terra.

Tellus, dea romana della Terra

Tellus, è un altro nome legato alla dea romana della Terra, protettrice della fecondità, dei morti e contro i terremoti. Il suo culto, probabilmente più antico della religione ufficiale romana, pare ricollegarsi a quello similare della Grande Madre. La leggenda narra che l’oracolo avesse consigliato al re Numa Pompilio di placare la Dea Tellus. Quest’ultima adirata coi Romani, che vennero sconfitti varie volte dalle popolazioni vicine, ordinò di immolare in suo onore una vite, in un periodo di carestia e di siccità. Tale pratica divenne una tradizione, e successivamente interpretata come il sacrificio di una bestia gravida.

Tra le statue della Dea, ricordiamo una statua trovata a Roma nel XIX° secolo: una donna seduta, circondata da bambini, con una cornucopia in mano ed un vitello al fianco, segno di prosperità e prolificità. Lo stesso Augusto fece raffigurare sull’Ara Pacis la Dea Tellus coi suoi figlioletti, in mezzo alle acque e ai venti, rappresentati da personificazioni umane.

Evoluzioni nel corso della storia

Ovviamente l’idea della divinità, si perse con il passare del tempo. Attraverso i periodi storici si eliminò la sua caratteristica divina, per lasciare spazio alla sua umanità. Ecco perché venne rappresentata come una madre realistica e quotidiana, spesso con il suo bambino in grembo, che nutre e protegge. In altre iconografie invece la Terra è legata alla natura, al territorio e all’elemento vegetale da tutelare. Ecco perché ci saranno riproduzioni di colline in fiore, di campi da arare, di alberi primaverili pieni di frutti.

Proprio dal rapporto tra l’arte e la terra, nascerà intorno alla metà del 1900, la Land Art o anche chiamata Earth Art (arte della terra). Fu caratterizzata dall’abbandono dei mezzi artistici tradizionali di tele e pennelli, per un intervento diretto dell’operatore nella natura e sulla natura.

Federica.

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