ALMANACCO: 18 Aprile muore il pittore Gustave Moreau

Ricordiamo oggi l’artista francese Gustave Moreau, nel giorno della sua morte avvenuta il 18 Aprile 1898. Attivo nel corso dell’Ottocento e considerato l’anticipatore della poetica Simbolista, sprofondando negli abissi del sogno e nei miasmi dell’inconscio. La sua arte si potrebbe definire perturbante, in quanto colpisce non solo gli spettatori ma anche gli artisti a lui contemporanei.

Fin da giovane, grazie agli interessi del padre architetto, ha modo di studiare in un’ampia biblioteca avvicinandosi non solo ai capolavori della letteratura occidentale ma anche alla cultura umanistica classica. Scoprì l’interesse per Ovidio, Dante Alighieri, Leonardo da Vinci, Vitruvio e Leon Battista Alberti, così come alla pittura italiana. Questo suo interesse culminò in un viaggio in Italia nel 1857, dove visitò Roma, Firenze e Venezia, dove entrò in contatto con l’arte classica.

Le influenze delle prime opere

Ritornato però in Francia si affidò al suo maestro spirituale e pittore Theodore Chasseriau che, con grande forza coloristica, coniugava il Romanticismo alla pittura storica e biblica. Nel 1850 realizza Autoritratto all’età di ventiquattro anni, Amleto, La Chimera e Due moderne amazzoni. Con queste opere fu considerato il precursore del movimento Simbolista, in quanto testimone della cultura decadente nella sua vita e nelle sue opere.

Si dedicò allo spirito e alla rappresentazione degli aspetti più oscuri e sconosciuti dell’animo umano, utilizzando colori vivi e chiaroscuri dorati, dal forte impatto visivo e cromatico. I diversi temi come il mito classico, la Bibbia, la cultura cristiana e orientale, furono rappresentate con cura maniacale. Ogni opera era infatti preceduta da numerosi schizzi a matita, e ripetuta più volte in maniera ossessiva, tanto da alimentare le dicerie sul suo presunto uso costante di oppio.

Tra il mito e il simbolismo

Nel 1864 illustrò la scena di Edipo e la Sfinge, opera enigmatica che ottenne il plauso della critica ed il suo primo successo artistico. E’ proprio in quest’opera che la mitologia ebbe un ruolo determinante, in quanto unico modo per svelare l’inesprimibile.

Anche nell’opera Orfeo, viene spiegato il mito, attraverso un’atmosfera quasi surreale, ultra-terrena, dove il clima mistico ed onirico richiama alla meditazione, attraverso colori rarefatti e pennellate luminose. Tutti i dettagli richiamano al mito e alle allegorie, come i gusci di tartaruga in basso, simbolo della lira, oppure il gruppo di flautisti in alto, che rappresentano l’importanza della creazione artistica, in continua rinascita e mutamento. Caratteristiche che anticipano quel movimento artistico poi chiamato Simbolismo.

Il pittore di Salomè

Nel 1870 comincia a realizzare una serie di quadri che raffigurano la principessa giudaica Salomè, capace di incantare con le proprie movenze, il re Erode. Per la frequenza con la quale rappresentò l’iconografia in acquerelli, disegni e dipinti, ottenne il soprannome di Pittore di Salomè. Esempi sono: Salomè danza davanti a Erode e Salomè con la testa di Battista. Ma il più importante fu L’apparizione.

Nelle prime opere la principessa biblica è colta sempre nell’atto di sollevare sensualmente il braccio come se iniziasse a ballare da incantatrice. Nei dipinti successivi al 1872 la ragazza, invece, è raffigurata in prigione con una rosa in mano, mentre pensierosa attende la brutale esecuzione del Battista.

Lo stile delle opere tardive

Con il passare degli anni le sue composizioni diventano via via sempre più elaborate e complicate, questo dovuto anche ad un periodo tormentato in cui Moreau si sottopose a trattamenti terapeutici per la cura di malattie nervose. Le angolazioni, e i momenti cambiano per dare vita a un clima sensuale e mistico, attraverso un mix suggestivo di storia e mito.

Tra le trasfigurazioni fantastiche tipiche di questa tendenza vale la pena di citare le illustrazioni per le favole di Jean de La Fontaine, portate a termine nella prima metà degli anni Ottanta. Nel 1886 porta a termine La vita dell’umanità, e qualche anno più tardi si cimenta in San Giorgio, Giove e Semele, Fiore mistico, Poeta persiano, Abbozzo astratto, e La Parca e l’angelo della Morte.

Ultimi anni di vita

Diventato, nel 1891, professore all’Accademia di belle arti di Parigi, tra i suoi allievi ha Georges Rouault, Pierre-Albert Marquet ed Henri Matisse, vale a dire molti degli esponenti futuri del movimento dei fauves.

Moreau muore il 18 aprile del 1898 a Parigi, lasciando una grandissima eredità, ovvero il Museo Gustave Moreau, predisposto dallo stesso artista nella sua casa di Rue de la Rochefoucauld, che custodisce più di 1400 opere tra tele, acquerelli e schizzi.

Federica.

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