ALMANACCO: 17 Aprile muore lo scrittore Gabriel Garcìa Marquez

Premio Nobel per la letteratura, Gabriel José de la Concordia García Márquez, anche detto Gabo, morì il 17 Aprile del 2014. Merita senza dubbio di essere ricordato tra i migliori scrittori del Novecento e di tutti i tempi. Giornalista, narratore, sceneggiatore ed editore, con la sua opera ha saputo creare un nuovo stile letterario, riassunto sotto l’etichetta di Realismo Magico.    

Nato in Colombia, frequentò il Colegio San Josè. Nel 1947 inizia gli studi all’Universidad Nacional de Colombia di Bogotà, alla facoltà di giurisprudenza e scienze politiche. Nello stesso anno pubblica il suo primissimo racconto La tercera resignacion, che lo portò a lasciare gli studi universitari per dedicarsi totalmente alla scrittura, collaborando con giornali americani ed europei.

Diviso tra il giornalismo e la letteratura

A partire dal 1948, dunque, Márquez intraprese la carriera di reporter e giornalista, lavorando per diverse testate, duranti quali viaggiò sia attraverso l’Europa che il Sud America. Arrivò a Roma e Parigi, toccando New York e per ritornare poi a stabilirsi a Città del Messico. L’anno successivo, arrivò anche a Cuba dove conobbe Fidel Castro, con cui iniziò un’importante amicizia, più letteraria che politica.

Proprio in questo periodo, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, risale la prima importante produzione letteraria di Márquez. Scrisse la sua opera maggiore, Cent’anni di solitudine, che racconta la parabola e i destini intrecciati di una famiglia colombiana nel corso di sette generazioni. E’ uno dei massimi esempi del cosiddetto Realismo Magico, corrente letteraria abbracciata magistralmente da alcuni autori della letteratura Sudamericana del XX secolo, naturalmente, Márquez stesso.

Realismo Magico

Come abbiamo detto, il nome di Marquez è spesso collegato alla corrente letteraria del Realismo Magico. Esso prevede la descrizione di un mondo a primo impatto realistico, un mondo plausibile, ma nel quale sono inseriti alcuni elementi inventati e sovrannaturali, cioè non spiegabili attraverso la ragione e riconducibili alla sfera del fantastico. 

È come se fosse una realtà parallela, uguale al nostro mondo reale, ma con alcune piccole differenze. Queste differenze fantastiche e sovrannaturali però, non destano alcuna sorpresa nei personaggi, che si comportano in modo normale. Tuttavia fu Marquez colui che creò questo tipo di letteratura, prima di lui fu la cubana Dulce Maria Loynaz, il cileno José Donoso fino in tempi più recenti a Isabel Allende. In Italia si parla di solito di realismo magico per le opere di Massimo Bontempelli.   

Altri scritti importanti

La vita letteraria di Márquez fu divisa, tra giornalismo, politica e narrativa. Dal punto di vista politico si interessò al destino del popolo cileno e al colpo di Stato che nel 1973 che portò alla morte del presidente Allende. La posizione politica dello scrittore, amico personale di Fidel Castro, si delineava sempre più smaccatamente sul socialismo.

Risale agli anni Ottanta la pubblicazione di ulteriori capolavori come Cronaca di una morte annunciata e L’amore ai tempi del colera. Proprio grazie a questi ultimi romanzi nel 1982 gli viene assegnato il Premio Nobel per la Letteratura. Iniziò anche il suo primo libro I funerali della Mama Grande con i quali si delineò il fantastico mondo di Macondo, paese immaginario che deve il suo nome ad una zona vicino al paese di origine di Marquez.

Ultimi anni

Nel 2001 è colpito da cancro linfatico, vince la sua battaglia contro il cancro e nel 2005 torna pubblica “Memoria delle mie puttane tristi“, il suo ultimo romanzo. Seguito dopo poco dalla raccolta di articoli e riflessioni Non sono venuto a fare discorsi.

Negli ultimi anni della propria vita, Márquez si ritirò a vita privata, colpito dai primi segni di demenza senile. Si spense nell’aprile del 2014 a Città del Messico, per alcune complicazioni dovute alla polmonite.

Federica.

Una opinione su "ALMANACCO: 17 Aprile muore lo scrittore Gabriel Garcìa Marquez"

  1. Mi stai regalando un parter di personalità che amo.
    Di questo autore ho letto quasi tutti i suoi scritti, pensa me lo fece conoscere mia madre che nel comprò Foglie morte nel 1968, io l’ho letto a 15 anni, mi affascinava il titolo. Un libro che conservo gelosamente.

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