ALMANACCO: 15 Aprile muore il filosofo Jean Paul Sartre

Romanziere, drammaturgo e soprattutto filosofo francese, Jean Paul Sartre viene ricordato oggi per la sua morte datata 15 Aprile 1980. Pensatore tra i più significativi del Novecento, considerato uno dei più importanti rappresentanti dell’esistenzialismo, Nella sua filosofia prende la forma di un umanesimo ateo in cui  l’individuo è libero e responsabile delle sue scelte, ma in una prospettiva soggettivista e relativista.

Jean-Paul Sartre nacque a Parigi nel 1905 da una famiglia borghese. A soli quindici rimase orfano di padre, crebbe con il nonno materno che lo avvicinò allo studio e alla letteratura, scoprendo la sua vena di scrittore. Sempre a Parigi, frequenterà il Liceo all’Ecole Normale supérieure, dove fece la conoscenza di Simone de Beauvoir, la futura compagna filosofa.

Opere principali

Ottenuta l’abilitazione all’insegnamento, insegna filosofia in diversi licei fino al 1945, e legge per la prima volta le opere di Husserl, Heidegger e Scheler. Letture molto importanti che daranno vita successivamente alla “fenomenologia” che ispirerà tutta la sua opera filosofica. Sono anni importantissimi per la sua maturazione e una riprova è nel fatto che nel 1938 pubblica il romanzo La nausea e la raccolta di novelle Il muro, nei quali già sono sviluppati i principi della filosofia esistenzialista.

La nausea è un racconto filosofico dove il narratore, Antoin Roquentin, scopre che niente nella sua vita è motivato o giustificato, e che, d’altra parte, non lo esime dalla necessità di scegliere. Egli quindi è libero e responsabile. Nei cinque racconti de Il Muro, invece, si esprimono questi temi in un linguaggio più letterario, rivelando il clima socioculturale di quegli anni. Il racconto che dà il titolo al volume rappresenta l’uomo in una situazione estrema, e il suo sforzo di assumerla, padroneggiarla e superarla.

La filosofia dell’esistenzialismo

In ogni libro, Sartre presenta un problema che lo angoscia, sollevando il tema dell’esistenza. L ‘esistenzialismo sartriano può infatti essere definito una filosofia della libertà, della scelta e della responsabilità. L ‘uomo deve inventare la propria vita e il proprio destino, deve costruire i propri valori. Non c’è un’essenza dell’uomo, che prefiguri la sua esistenza, non ci sono norme, leggi, autorità che predeterminino il suo comportamento.

Solo i benpensanti, i farisei, rifiutano la responsabilità di un’esistenza libera, credono in un ordine metafisico che presieda alla vita della natura e della società, rifiutano le esperienze radicali e rivelatrici del nulla, della nausea, dell’angoscia. Di qui il tema esistenzialistico dell’assoluta libertà a cui l’uomo è condannato e dell’angoscia e dello scacco a cui la libertà conduce.

L’avvicinamento al Marxismo

Il pessimismo radicale del primo periodo sarebbe stato successivamente modificato in un “umanismo” in cui l’assoluta libertà, avvertita inizialmente come fonte di angoscia, viene reinterpretata in responsabilità etica e politica nei confronti della società e della storia. Su questa filosofia scriverà il saggio Questioni di metodo dove cerca di integrare il proprio esistenzialismo nel pensiero marxista. Si comprende così, l’avvicinamento al marxismo, anche se manterrà la sua versione personale non dogmatica.

È soprattutto nella Critique de la raison dialectique che Sartre, pur accettando il materialismo storico e il concetto di alienazione, elabora un’aspra critica del marxismo ufficiale e dell’ideologia dei partiti comunisti, caratterizzati da dogmatismo e sterilità euristica. In particolare, del marxismo ufficiale respinge l’economicismo e il materialismo dialettico, proponendo un’integrazione tra marxismo ed esistenzialismo, dalla quale emerga la centralità dell’uomo nella società e nella storia.

L’importanza del teatro

Sartre abbandonò per un periodo il mondo della letteratura e dei romanzi, per dedicarsi al teatro, aiutandolo a trasmettere al meglio il suo pensiero filosofico. Le mosche introduce la questione politica della Resistenza. A porte chiuse tratta invece della difficoltà di convivere con gli altri, ed è la pièce più famosa e recitata di Sartre.

I temi principali sono la libertà, la scelta esistenziale e la responsabilità, ma anche il rapporto tra l’agire del singolo e la collettività. Temi che sono compattati nell’opera Le mani sporche, un’opera teatrale sul fine e i mezzi nell’azione politica, la cui rappresentazione suscitò polemiche e violenti attacchi da parte del Partito Comunista Francese, al punto di convincere Sartre a ritirare il permesso per la messa in scena.

Gli ultimi anni

Quasi cieco, incapace di leggere e di scrivere, si dedicò a progetti di interviste e libri-dialoghi. Dopo un lungo declino fisico, morì di edema polmonare a Parigi, il 15 aprile 1980. L’evento ebbe una risonanza mondiale, durante il suo funerale presenziarono circa cinquantamila persone.

Sartre è l’autore francese sul quale si pubblicano più articoli, libri e tesi nel mondo.

Federica.

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