ALMANACCO: 11 Aprile muore lo scrittore Primo Levi

Morì a Torino l’11 Aprile 1987, Primo Levi è conosciuto come scrittore italiano, autore di racconti, memorie, poesie, saggi e romanzi. Di origine ebraiche, fu testimone delle deportazioni naziste, nonché sopravvissuto ai lager hitleriani. Per questo fu soprattutto una figura fondamentale per capire il dramma e le conseguenze dell’Olocausto.

Primo Levi nasce a Torino da una famiglia ebrea di intellettuali piemontesi. Laureato in chimica e chimico di professione, divenne scrittore solo in seguito alla Guerra, che colpì tutta l’Europa, compresa l’Italia. Inevitabile fu la reazione della popolazione italiana, tra cui lo stesso Levi che ne rimase coinvolto. Nel 1943, infatti, si rifugia sulle montagne sopra Aosta, unendosi ai partigiani, ma venendo quasi subito catturato dalla milizia fascista.

Se questo è un uomo

Un anno dopo la sua cattura si ritrovò internato nel campo di concentramento di Fossoli e circa un anno dopo venne deportato nel più noto campo di concentramento di Auschwitz, in quanto ebreo. Qui vi rimase fino alla liberazione da parte dell’Armata Rossa, avvenuta il 27 gennaio 1945. Fu uno dei venti sopravvissuti dei 650 ebrei italiani arrivati con lui al campo.

Questa orribile esperienza è raccontata con estremi particolari, e con un grandissimo senso di umanità e dignità, nel romanzo Se questo è un uomo, pubblicato nel 1947. Una vera e propria testimonianza, un documento delle violenze naziste, allo scopo di fornire un contributo personale affinché si eviti il ripetersi di tali e tanti orrori. L’opera divenne con il tempo, uno dei primissimi memoriali di deportati ebrei nei campi di sterminio nazisti.

La tregua

In seguito alla sua liberazione, scrisse il suo secondo libro, chiamato La Tregua. Collegato al suo primo libro, questo tratta del viaggio di ritorno in Italia, ovvero una cronaca del suo rimpatrio in seguito alla liberazione. Questo viaggio lungo e travagliato avvenne attraverso Polonia, Bielorussia, Ucraina, Romania, Ungheria, Germania ed Austria. Capolavoro della letteratura per il quale gli venne assegnato il premio Campiello.

Altre opere da lui composte sono invece associate alla sua passione per la chimica. Ricordiamo una raccolta dal titolo Storie naturali, oppure Il sistema periodico, una raccolta di episodi autobiografici associati ciascuno a un elemento chimico. Nel 1982 tornò al tema della seconda guerra mondiale, raccontando in Se non ora, quando?, le avventure di un gruppo di partigiani ebrei, grazie al quale vinse per la seconda volta il Premio Campiello.

Ultimi anni di vita

Nella raccolta di saggi I sommersi e i salvati del 1986, tornò per l’ultima volta sul tema dell’Olocausto, analizzando con distacco la sua esperienza, chiedendosi perché le persone si siano comportate in quel modo ad Auschwitz. In particolare estese la sua analisi alla “zona grigia”, rappresentata da tutti coloro che in un modo o nell’altro parteciparono al progetto concentrazionario nazista.

Primo Levi muore suicida l’11 aprile 1987, probabilmente lacerato dalle strazianti esperienze vissute e dal quel sottile senso di colpa che talvolta, assurdamente, si ingenera negli ebrei scampati all’Olocausto: di essere cioè “colpevoli” di essere sopravvissuti. Le spoglie dello scrittore riposano presso il campo israelitico del Cimitero monumentale di Torino.

Federica.

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