ALMANACCO: 8 Aprile muore il pittore Domenico Piola

Domenico Piola, la cui morte è datata all’8 Aprile 1703, fu un pittore, disegnatore, incisore e designer italiano, tra i principali esponenti del barocco genovese. Con il suo ruolo di regista delle arti a Genova, detenne un vero e proprio monopolio delle principali commissioni artistiche di secondo Seicento. 

Gran parte della sua famiglia già lavorava a Genova nell’ambito artistico, per questo fin da subito si avvicinò al mondo dell’arte e della pittura. Inizialmente fu apprendista nella bottega del fratello Pellegro, ma poi crescendo si trasferì nella bottega di Giovanni Domenico Cappellino, con il quale rimase per 4 anni.

Le esperienze giovanili nella città di Genova

Nella città natale, strinse amicizia con il maggiore artista genovese dell’epoca, Valerio Castello, del quale sarebbe divenuto successore nel campo delle grandi imprese decorative genovesi. Dall’amico ricevette solide conferme per iniziare il percorso artistico che prevedeva un inizio equilibrato dei linguaggi vigorosi di Rubens e Procaccini, arrivando verso gli emiliani Correggio e Parmigianino.

Nella seconda metà degli anni Quaranta il giovane, iniziò a ricevere importanti commissioni, come il Martirio e gloria di san Giacomo realizzato per l’oratorio di San Giacomo della Marina a Genova e la pala con la Gloria di san Bernardino per la chiesa della Ss. Annunziata del Vastato. Ricordiamo anche l’Ultima Cena per il refettorio degli agostiniani di Pieve di Teco e il celebre Carro del Sole, caratterizzato da una forza compositiva e cromatica dedotta in particolare da Procaccini.

La bottega di Genova

Intorno al 1650, risalgono la decorazione della cappella del Crocifisso nella chiesa di San Domenico, la Natività per la chiesa di San Francesco a Recco, la Madonna e san Simone Stock della chiesa di Nostra Signora del Carmine a Genova dipinta in occasione della peste del 1657. Nello stesso arco di tempo, fu impegnato con Valerio Castello nella vasta decorazione delle sale di palazzo Balbi Senarega.

Ma all’improvvisa morte di quest’ultimo, avvenuta nel 1659, prese in mano i cantieri, divenendo titolare della più affermata bottega pittorica a Genova. Divenne il maggior interprete delle grandi imprese decorative genovesi del XVII secolo. Tutte le importanti famiglie della città, come i Doria, gli Spinola, i Balbi, si rivolgevano alla sua bottega per ornare i loro palazzi con le storie di eroi classici, di imperatori antichi, per celebrare i committenti.

Il passaggio ad una maniera delicata e soave

Ad esempio, in collaborazione con Paolo Brozzi, quadraturista bolognese e affrescatore esperto di finte architetture, decorò il salone principale del Palazzo di Pantaleo Spinola con L’offerta a Giove delle chiavi del tempio di Giano, e nel 1666, iniziò la decorazione della Chiesa dei Santi Gerolamo e Francesco Saverio del collegio dei Gesuiti a Genova.

Questa collaborazione segnò il passaggio a una nuova maniera, tutta dolce, soave e tanto delicata, che si accosta moltissimo a quella di Pietro da Cortona, soprattutto nei panneggi. Questo nuovo stile, fu saldamente fondato sul supporto grafico, su una tavolozza ricca e pastosa e sulla predilezione per composizioni teatrali, barocche, destinate a monopolizzare la parte restante del secolo. Un esempio fu la pala della Madonna e santi in adorazione della Trinità per la chiesa dei Ss. Pietro e Bernardo alla Foce a Genova.

Ultimi anni di carriera

Negli ultimi anni di vita è autore della decorazione a fresco che ricopre interamente l’interno della Chiesa di san Luca, parrocchia gentilizia delle famiglie Spinola e Grimaldi, in collaborazione con il quadriturista Anton Maria Haffner. Realizzò l’Incoronazione della Vergine sula Cupola e le Storie di S.Luca sul Coro. Qui dipinse anche la statua lignea del Cristo Deposto di Filippo Parodi.

Domenico Piola morì l’8 aprile 1703 mentre stava lavorando alla pala raffigurante San Luigi Gonzaga in adorazione dell’ostia per la chiesa dei Ss. Gerolamo e Francesco Saverio. Fu sepolto nella tomba di famiglia dentro la chiesa di S. Andrea.

Federica.


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