ALMANACCO: 7 Aprile muore il pittore spagnolo El Greco

El Greco, pseudonimo di Domenico Theotokópoulos, morì il 7 Aprile del 1614. Conosciuto come pittore, scultore e architetto greco, vissuto sia in Italia che in Spagna. È tra le figure più importanti del tardo Rinascimento spagnolo ed è spesso considerato il primo maestro del Siglo de Oro.

Nato in Grecia, sull’isola di Creta, ebbe sin da subito un’educazione classica, dovuta ai suoi genitori benestanti. Sotto il dominio di Venezia, l’isola di Creta in quel tempo, fu ancora sotto la tradizione bizantina delle icone, influenza importante che spinse El Greco ad avvicinarsi al mondo della pittura.

Venezia e l’influenza di Tiziano

Dopo il suo apprendistato come pittore di icone nella Scuola Cretese, dimostra subito grande talento tanto da gestire una bottega tutta sua a soli 22 anni. Successivamente decise di lasciare Creta per trasferirsi a Venezia, punto di snodo centrale del Mediterraneo, importante città dove conobbe il pittore Tiziano diventandone il suo discepolo.

Le sue opere di questo periodo rivelano gli influssi della pittura di Tiziano che si sovrappongono al figurativismo realistico-naturalista di matrice bizantina. Oltre a questo, subisce l’influenza di Tintoretto, dei manieristi veneti e del Parmigianino. Ovviamente questo lo portò ad unire i diversi mondi, dando vita ad uno stile del tutto personale e innovativo.

Il periodo romano

Nel 1570 andrà a vivere a Roma, ospite del cardinale Alessandro Farnese che aveva trasformato Palazzo Farnese in un’importante centro per intellettuali e artisti. Qui ebbe modo stringere varie amicizie, iscrivendosi alla associazione di artisti denominata Accademia di San Luca. Si avvicinò alla pittura dei manieristi, per l’uso vivido del colore, per i soggetti ritratti in pose che spesso appaiono innaturali e per le figure snelle e allungate.

A Roma El Greco avrà anche modo di ammirare e criticare la Cappella Sistina di Michelangelo. Si propose per riaffrescare la volta del Giudizio Universale seguendo i dettami imposti dalla Controriforma, ma per fortuna glielo impedirono. Ovviamente questo avvicinamento a Michelangelo, lo portò ad esserne influenzato, soprattutto nella rappresentazione delle grazia, e non nella ripresa fedele della realtà. Anche i suoi colori non si mescolano, dando al dipinto un impatto visivo immediato e potente, in cui prevalgono i verdi acidi e i rossi accesi.

Periodo spagnolo ed opere più importanti

Poiché non riuscì a far decollare la sua carriera in Italia, El Greco si spostò a Toledo in Spagna, grazie anche al suggerimento dello spagnolo Luis de Carvajal. Qui richiese la protezione del re Filippo II, senza ottenere successo. Il re dimostrò fin da subito di non apprezzare particolarmente l’arte di El Greco, assegnandogli la realizzazione di opere considerate minori.

Nonostante Filippo II, il suo talento non passa inosservato tanto da ricevere le prime importanti commissioni. Ricordiamo opere come la Sepoltura del conte di Orgaz, l’Adorazione dei magiL’Adorazione dei pastori. Per l’Escorial dipinge Sogno di Filippo e Martirio di san Maurizio, oltre alla serie dei ritratti. Fu grazie ai lavori spagnoli che acquisisce l’appellativo di “El Greco” che si porterà dietro per tutta la sua esistenza.

Dalla morte al ricordo

Dopo aver condotto una vita lussuosa, El Greco morirà a Toledo il 7 Aprile del 1614 e sarà seppellito prima nella chiesa di Santo Domingo, e poi trasferito nel monastero di San Torcuato. Purtroppo della sua salma nulla rimarrà perché nel 1800 una demolizione gli devasterà la tomba.

Dopo la morte dell’artista, El Greco fu a lungo dimenticato, in quanto le sue opere cozzavano con lo stile barocco imperante all’epoca. Verrà riscoperto a fine Ottocento con il romanticismo e saranno molti gli artisti che prenderanno spunto dalle sue opere, tra cui Pablo Picasso.

Federica.

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