mARTEdì: i segreti della Stanza Vaticana della Segnatura di Raffello

In occasione dell’anniversario della nascita e morte di Raffaello. avvenute il 6 Aprile, vorrei approfondire su una delle sue opere più importanti che segnarono un punto di svolta per la sua carriera di pittore. Realizzò a Roma, su commissione del papa Giulio II della Rovere, degli affreschi per decorare le stanze dei Palazzi Vaticani, oggi divenuti Musei.

Le Stanze decorate da Raffaello sono quattro conosciute come Stanza della Segnatura, Stanza di Eliodoro, Stanza dell’Incendio di Borgo, Stanza di Costantino. La Stanza della Segnatura fu la prima ad essere affrescata, adibita a studio e biblioteca del Papa. Raffaello per la decorazione di pareti, volta e zoccolatura si avvalse di alcuni aiuti di altri artisti per completare i lavori.

Decorazione della volta

Per quanto riguarda la decorazione della volta, venne divisa in 13 scomparti da grottesche cornici. Al centro è presente un ottagono con putti che reggono lo stemma papale Della Rovere, attorno ai quali si dispongono 4 troni. Su di essi sono dipinte le personificazioni di TeologiaFilosofiaPoesia e Giustizia, per esaltare le facoltà intellettuali dell’Uomo e cioè il Vero, il Bene, il Bello. Ai 4 angoli si trovano invece riquadri a finto mosaico con Adamo ed Eva, il Giudizio di Salomone, il Primo moto  e Apollo e Marsia.

Decorazione delle pareti

Sulle pareti, invece si trovano 4 celebri affreschi di grandi dimensioni: Disputa del Sacramento, Virtù e la Legge, Scuola di Atene e Parnaso. Nella Disputa del Sacramento, Raffaello pone in contrasto le due chiese. In quella gloriosa e trionfante c’è Gesù al centro, seduto in maestà fra la Madonna e San Giovanni Battista, e contornato da santi, patriarchi e angeli in volo sulle nubi. Nella chiesa sottostante, terrena e militante, è esposto un ostensorio d’oro, fulcro prospettico dell’opera, intorno al quale sono riprodotti dottori, poeti, teologi e filosofi e artisti importanti del periodo.

Nella parete a sud, c’è l’affresco a lunetta di Virtù e la Legge, di forma irregolare e spezzata per colpa della porta d’ingresso alla stanza. Ai lati della porta ci sono due scene: quella di sinistra che rappresenta l’istituzione del Diritto Civile, quella di destra invece rappresenta l’istituzione del Diritto Canonico. Nella grande lunetta superiore invece sono riprodotte le personificazioni delle Virtù cardinali: la Fortezza con un ramo di rovere, la Prudenza che si specchia e la Temperanza con le redini intrecciate. Ci sono anche le Virtù teologali sotto forma di angeli: la Fede indica il cielo, la Speranza regge una fiaccola accesa, la Carità scuote il ramo di rovere.

La Scuola di Atene, è forse l’affresco più importante realizzato da Raffaello. Fu dedicato alla celebrazione della filosofia ed evoca l’idea di “tempio della sapienza”. Vi si trovano tutti i filosofi e i saggi più importanti dell’antichità, raccolti su una gradinata. Al centro, nel fulcro prospettico, sono raffigurati Platone e Aristotele. Ogni personaggi ha dettagli ed elementi che rimandano alle proprie personalità, e si articolano dinamicamente in gruppi, concatenando gesti ed espressioni. A destra di Aristotele, Raffaello raffigura se stesso.

Nella parete nord della stanza, invece c’è l’affresco del Parnaso, il celebre monte della Grecia considerato dagli antichi sede delle Muse. Al centro troviamo il dio della musica e della poesia, Apollo, che suona una lira a ricordare il rapporto inscindibile tra la musica e la poesia. Intorno a lui, sono presenti le Muse, tra cui Calliope ispiratrice della poesia epica e Tersicore ispiratrice della poesia lirica. A questa assemblea partecipano anche molti poeti dell’antichità come Omero, Virgilio, Dante, Saffo, Petrarca, Ariosto e Boccaccio.

Altre decorazioni

Delle altre decorazioni della sala, non si occupò Raffaello direttamente, ma subentrò Pierin del Vaga. Esso decorò la parte sottostante agli affreschi raffaelleschi, ovvero la zoccolatura, formata da una serie di riquadri in finto legno. Essi furono incorniciati a monocromo e intervallati da festoni e cariatidi a finto rilievo. Questi riquadri proponevano le scene di un Sacrificio pagano, la Visione di sant’Agostino del fanciullo in riva al mare, Sibilla Tiburtina che mostra la Vergine ad AugustoSolone che arringa il popolo atenieseMosé che porta agli Ebrei le tavole della Legge, la Filosofia, i Magi che discutono circa la sfera celeste, la Morte di Archimede e assedio di Siracusa.

Per quanto riguarda il pavimento, invece vi è una decorazione a mosaico in stile cosmatesco, nel quale sono inseriti gli emblemi di Niccolò V e Leone X, nonché il nome di Giulio II.

Federica.

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