ALMANACCO: 27 Marzo muore il pittore Giambattista Tiepolo

Muore all’età di 74 anni, il 27 Marzo del 1770, Giambattista Tiepolo, pittore e incisore italiano, cittadino della Repubblica di Venezia. È uno dei maggiori pittori del Settecento veneziano. Egli visse in un periodo storico-culturale particolarmente vivo, la cui formazione fu influenzata dalla diffusione dell’Illuminismo in tutta Europa.

Venezia, fu per lui importante, perché nella città ci nacque, visse e si formò. Meta per molti artisti europei, divenne un trampolino di lancio e stimolo culturale per la sua carriera. Qui entrò anche a far parte della bottega di Gregorio Lazzarini, artista veneziano, fondamentale per le sue opere, soprattutto legate alle committenze.

Prime committenze

Proprio nell’ambito delle committenze, Tiepolo fu un vero e proprio maestro nelle opere di iconografia celebrativa, peculiarità che gli venne proprio dagli insegnamenti del Lazzarini. La prima commissione importante avvenne nel 1724 con la decorazione del Palazzo Sandi a Venezia, riuscendo perfettamente ad interpretare gli insegnamenti del Lazzarini.

Con l’affresco il Trionfo dell’Eloquenza per l’avvocato Tommaso Sandi infatti, Tiepolo esaltò la virtù del suo committente, l’eloquenza: una delle peculiarità più importanti che un uomo di legge deve possedere. In quest’opera è evidente l’accostamento al linguaggio del Veronese, specialmente nella crescente trasparenza dei toni, e soprattutto per l’utilizzo delle ombre colorate.

Da Udine a Venezia

Appena un anno dopo, nella commissione per la decorazione del Palazzo Patriarcale di Udine infatti, i toni risultano essere maggiormente schiariti, attraverso l’utilizzo di colori complementari. Una peculiarità che dà vita a quell’effetto colore-luce che del Veronese costituì la principale caratteristica. Insomma, Tiepolo si avvicinò ad una reinterpretazione della pittura veronesiana, tanto da essere definito “Il Veronese redivivo”.

A Venezia realizzò inoltre una dei suoi massimi capolavori, ovvero la decorazione per la sala da ballo di Palazzo Labia. Nel soffitto, Tiepolo fece apparire Bellerofonte su un Pegaso alato mentre vola verso la Gloria e la Dignità, mentre le pareti furono arricchite da figure allegoriche dell’Incontro di Antonio e Cleopatra. Le storie che rappresenta diventano realtà grazie ad un narrazione frivola e spiritosa, attraverso una gamma di colori delicata, luminosa, ma allo stesso tempo vivace.

Opere all’estero

Nel 1750, decorò per il principe tedesco Karl Philipp, la sua Residenza a Würzburg. Nelle pareti della sala da pranzo diede vita alle Storie di Federico Barbarossa, dalle sue nozze all’Investitura del Vescovo Aroldo. La ricca cromia è stesa straordinariamente nelle vesti eleganti dei personaggi, così come nel cielo sullo sfondo. Tiepolo mostrò una maggiore familiarità con l’incorniciatura degli stucchi bianchi, utilizzata per creare ed enfatizzare degli splendidi effetti di trasparenza atmosferica.

Nel mentre, Carlo III re di Spagna non cessava di far pressione al Tiepolo per far sì che si recasse là a lavorare. Così, nel 1762, cominciò la decorazione per il Palazzo Reale di Madrid. Ormai anziano, per realizzare questi affreschi, si fece aiutare dai figli Lorenzo e Giandomenico. Sul soffitto della Sala del Trono, dipinge la Gloria della Spagna, ove, sotto una delle Caravelle di Cristoforo Colombo, possiamo leggerne l’anno di ultimazione: 1764.

Ultimi anni di vita

Nel 1770 Giambattista Tiepolo morì a Madrid, poco dopo aver terminato la decorazione del Palazzo Reale. La notizia della sua morte scosse profondamente la città di Venezia, ove Tiepolo non verrà mai dimenticato.

Federica.

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