ALMANACCO: 19 Marzo si festeggia la Festa del Papà

Il 19 marzo, come ogni anno, si festeggia la Festa del papà, una ricorrenza civile diffusa in alcune aree del mondo. Si celebra la figura del padre, della paternità e dell’influenza sociale dei padri. In alcuni Paesi di tradizione cattolica, la festa del papà viene associata al giorno di san Giuseppe.

Proprio dal punto di vista cattolico, questa festa venne ripresa da vari artisti per festeggiare la figura di San Giuseppe, e del papà in generale. San Giuseppe, nel corso dei secoli e con il passare di diversi movimenti artistici, fu sempre rappresentato come uomo anziano, per sottolinearne la sua saggezza.

Trittico Robert Campin

Sviluppi iconografici

Questo dipese dalla influenza del pensiero della Chiesa che nel corso della storia ha elaborato su di lui. L’epoca medioevale è affascinata dall’uomo che Dio ha voluto accanto a Maria, un uomo prudente e fedele servo della Madonna. Ma dal 1300, si avrà un progressivo aumento di interesse dovuto sia allo sguardo nuovo che la Chiesa riserva alla famiglia e alla figura paterna sia allo sviluppo della società borghese.

Pregevole è un trittico del pittore Robert Campin, dipinto intorno al 1425-30(in alto). Dove al centro vi è l’Annunciazione mentre nelle due ante laterali compaiono, da una parte i committenti della borghesia degli affari, mentre dall’altra è ritratto Giuseppe, vestito come loro e a lavoro, nella sua falegnameria. Viene raffigurato come l’uomo lavoratore, con un mestiere faticoso

Natività di Botticelli

La svolta del XV secolo

Ma ci fu un avvenimento che determinerà una svolta nella storia della raffigurazione di Giuseppe. Ai primi del XV secolo, nel contesto del Concilio di Costanza, si instituì una festa universale proprio dedicata al padre per eccellenza, tanto da essere inserito nel calendario romano da papa Sisto IV. Da quel momento è tutto un fiorire di opere, per alcuni artisti Giuseppe diviene addirittura il personaggio preminente della Natività.

Possiamo citare, la pala d’altare di Francesco di Giorgio nel quale in posizione centrale, proprio sopra il Bambino, vi è Giuseppe in veste di protettore e custode. Oppure l’opera di grande potenza espressiva quale la Natività di Sandro Botticelli, (in alto) che pone in primo piano Giuseppe inginocchiato e pronto ad accogliere Gesù. L’opera più suggestiva rimane però il Tondo Doni di Michelangelo, in quanto riporta la “scandalosa” novità di posizionare Gesù in braccio non più a Maria, ma a suo padre.

Altri esempi di opere d’arte

Le opere chiamate lo Sposalizio della Vergine, di Raffaello e di Perugino, mostrano Giuseppe in primo piano, nell’atto di mettere l’anello a dito di Maria. Dietro i personaggi vi è una piazza e una grande chiesa ottagonale la cui porta è aperta. Questo ha un significato preciso in quando Maria è la figura associata alla Chiesa, mentre Giuseppe è la figura protettrice di Maria, e di conseguenza della Chiesa. Gli viene quindi dato un titolo ancora più importante.

Altra opera è La fuga in Egitto di Battista Dossi, nel quale Maria, Giuseppe e il bambino scappano su degli asini. E’ proprio Giuseppe che tiene Gesù tra le sue braccia, mentre la Vergine sembra dargli istruzioni, quasi a dirgli di stare attento. Sullo stesso tema si basa anche la Fuga in Egitto di Cristoforo Blanco, dove Giuseppe cammina portando sulle spalle Gesù. Ci avviciniamo al periodo Barocco, e il grande realismo di queste ultime opere ci mostra l’attenzione alla dimensione umana della Sacra Famiglia.

Fuga in Egitto – Battista Dossi

Sulla base di questo realismo non possiamo dimenticare il Riposo durante la fuga in Egitto di Caravaggio. Essa ritrae una Maria addormentata dopo aver allattato il Bambino, assopito fra le sue braccia. Giuseppe, appare come un rustico, tiene in mano uno spartito letto da un angelo intento a suonare la viola davanti alla famiglia. Caravaggio esplora l’anima di quest’uomo semplice e buono che, con stupore viene rapito dalla musica celeste, un uomo dunque che sa ascoltare il Cielo.

Riposo durante la fuga in Egitto – Caravaggio

Nei secoli successivi, il Settecento e l’Ottocento, gli artisti propongono temi e sviluppano riflessioni avviate nei secoli precedenti. Molto frequenti saranno le opere che raccontano la Sacra Famiglia come espressione terrena, domestica.

Federica.

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