mARTEdì: il polmone misterioso di SANDRO BOTTICELLI

Sandro Botticelli, artista che ha scritto un pezzo di storia dell’arte italica ed anche di quella mondiale. E’ stato uno dei grandi interpreti della stagione del Rinascimento italiano. Conosciuto a livello mondiale per le sue opere allegoriche.

Botticelli cresce con molti problemi di salute, cosa che lo porta a sviluppare un carattere introverso, che ripercuoterà nelle sue opere. Attraverso l’uso delle allegorie, infatti, riuscì ad esprimere tutto quello che aveva dentro, e nascondere sotto l’opera, un significato nascosto e impercettibile.

L’opera La nascita della Venere, siamo abituati ad interpretarla come simbolo di bellezza femminile, materiale e spirituale. Le nudità della Venere, infatti rappresentano la forza motrice della terra ovvero la donna che, con il dono della maternità, riesce a muovere il mondo. In realtà, Botticelli ne da una propria interpretazione, attraverso una simbologia nascosta e misteriosa.

E proprio questo quello che è accaduto con la famosa “Venere” che, a quanto pare, nasconderebbe un dettaglio anatomico vitale. Si tratta di un polmone, simbolo del respiro divino, disegnato nel mantello tenuto tra le mani da Flora, nell’atto di coprire Venere. A indicare questa interpretazione fu Davide Lazzeri, chirurgo plastico e studioso di medicina nell’arte. Lo stesso medico che nel 2016 ipotizzò l’artrosi di Michelangelo.

Ispirato dalla filosofia neoplatonica che circolava alla corte dei Medici, Botticelli potrebbe aver usato il polmone come simbolo per rappresentare la celebrazione allegorica del ciclo della vita generato dal respiro divino. Questo spiega come il mantello fiorito è esattamente trattato come una rappresentazione anatomica del polmone destro.

Il colore rosa scuro del mantello richiama quello del parenchima polmonare, mentre l’anomalo drappeggio, generato dal vento, ricorda l’infossatura chiamata ‘il polmonare’ da cui passano bronchi, vasi sanguigni e nervi.

Stessa teoria del polmone come simbolismo nascosto, partì da alcuni ricercatori americani di nome Blech e Doliner nel 2009. Questo studio precedente riuscì a individuare in un’altra grandissima opera di Botticelli, ovvero La Primavera, la sagoma di due polmoni. In questo caso vennero collocati dall’artista dietro la testa dell’allegoria della Primavera, nascosti nella vegetazione.

È possibile che ci sia un’ulteriore simbologia legata al polmone, in quanto potrebbe ricordare anche la morte prematura della sua giovane musa. La nobildonna fiorentina Simonetta Cattaneo Vespucci, che ispirò il volto della stessa Venere, e della Primavera che morì proprio di tubercolosi.

Federica.

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