ALMANACCO: 14 Marzo nasce il pittore Giuseppe Maria Crespi

Pittore, disegnatore e incisore, Giuseppe Maria Crespi, nasce a Bologna il 14 marzo 1665. Fu un pittore del tardo Barocco, un talento unico nella scuola pittorica bolognese. Realizzò opere religiose, ma la sua eredità è legata soprattutto ai suoi contributi alla pittura di genere, o scene di vita quotidiana.

All’età di 12 anni anni, risulta apprendista del pittore della Scuola Bolognese Angelo Michele Toni, per entrare poi nella bottega del pittore Barocco Domenico Maria Canuti. Dai suoi compagni di studi venne soprannominato “lo Spagnolo” o “lo Spagnoletto” per la sua abitudine di vestire abiti attillati di foggia spagnola. Soprannome che gli rimase per tutta la vita.

Lo studio del disegno in giro per l’Italia

All’età di 16 anni, venne invitato a lavorare nell’ Accademia del Nudo nella bottega del pittore Carlo Cignani, Qui rimase per circa due anni allo scopo di studiare disegno e incontrerà Giovanni Ricci, un agiato cittadino che gli acquisterà dipinti, procurerà commissioni e finanzierà viaggi di studio a Parma, Pesaro, Urbino e Venezia.

Viaggiò in giro per il nord Italia, continuando la sua formazione artistica attraverso lo studio delle grandi opere della scuola emiliana del Tardo Rinascimento. In particolar modo il Correggio e Federico Barocci, venendo a contatto con la coloristica veneziana che lo influenzerà particolarmente.

Le famose scene di genere

Giuseppe Maria Crespi oltre ad essere influenzato dai colori della pittura veneziana, viene fortemente rapito dai soggetti preferendo, dopo le opere religiose e mitologiche, vivaci scene di genere.

I suoi dipinti, caratterizzati da pennellate libere e istintive, si distinsero per quantità, qualità e contenuti classificandolo come uno dei primi pittori italiani dedicati alla rappresentazione della vita contemporanea. Raffigura scene di semplici lavori domestici in ritratti che sono sorprendentemente innovativi, anticipando gli stili dei pittori francesi del secolo dopo.

Commissioni e opere

Giuseppe lascia testimonianza del proprio talento anche quando si tratta di produrre ritratti, come in quello di Virginia Sacchetti Caprara o negli Autoritratti degli Uffizi e dell’Ermitage. Su commissione del principe Ferdinando de’ Medici dipinge l’Estasi di Santa Margherita e la Strage degli innocenti.

Nel 1709 è ospite di Ferdinando nella villa di Pratolino, dove esegue diverse tele: la Fiera di Poggio a Cajano, le Lavandaie alla fonte, i Fanciulli al giuoco del cappelletto, e, verosimilmente, anche il Cupido e Psiche e la Pulce, entrambe agli Uffizi. Negli stessi anni il cardinale Pietro Ottoboni gli commissiona sette tele per la serie dei Sacramenti (il Battesimo è del 1712).

Ultimi anni di vita

A riconoscimento della fama guadagnata, all’età di settantacinque anni, riceve da Benedetto XIV una croce d’oro e il titolo di cavaliere. Divenuto cieco nel 1745, muore due anni dopo nella sua casa di Bologna.

Federica.

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