ALMANACCO: 13 Marzo muore l’attivista Susan B. Anthony

Il 13 Marzo muore Susan Brownell Anthony, conosciuta come attivista statunitense per i diritti delle donne. Svolse un ruolo di primo piano nella campagna per il diritto al voto delle donne e viene ricordata per il suo significativo contributo al movimento abolizionista.

Nata e cresciuta nel Massachusetts, il suo attivismo sociale e il suo impegno per la ricerca della giustizia erano evidenti fin dalla giovane età. Da adolescente, fu già attiva nel movimento abolizionista, raccogliendo firme per petizioni contro la schiavitù.

Primi cenni di attivismo

Durante i suoi primi anni di carriera, Susan lavorò come insegnante e direttrice, scoprendo che gli uomini venivano pagati più di lei per lo stesso lavoro. Questa fu una delle molte ingiustizie che l’hanno ispirata a perseguire una carriera a tempo pieno in attivismo sociale.

Come insegnante, ha anche partecipato a campagne di riforme educative, sostenendo un’equa istruzione indipendentemente dal genere o dalla razza. Dopo aver assunto brevemente la fattoria di famiglia, Susan si dedicò completamente all’attivismo e alla giustizia sociale e fu in grado di guadagnarsi da vivere e sostenersi sulle tasse che guadagnava come oratore.

La collaborazione Anthony-Stanton

Fu presentata ad un’altra femminista e attivista sociale Elizabeth Cady Stanton nel 1851 e la coppia si avvicinò, lavorando a una serie di progetti insieme. Da questa collaborazione nacque l‘Associazione nazionale per il suffragio delle donne (NWSA) un’organizzazione che si batteva per il suffragio femminile.

Elizabeth e Susan rimasero grandi amiche e colleghe per tutta la vita. Insieme attraversarono gli Stati Uniti tenendo discorsi e tentando di persuadere il governo che uomini e donne dovevano essere trattati in modo uguale nella società. Grazie a questo cominciarono ad ottenere vasta notorietà come potenti sostenitrici pubbliche dei diritti delle donne e attive voci per il cambiamento.

Eventi importanti per la sua carriera

Come avvocato antischiavista, Anthony fece parte della “Underground Railroad”, una rete che aiutò gli schiavi a fuggire, diventando successivamente l’agente di stato per la American Anti-Slavery Society. Le 400.000 firme che raccolse contro la schiavitù contribuirono allo slancio che alla fine portò al passaggio del 13 °Emendamento, che proibiva la schiavitù.

Il 5 novembre 1872 si fa arrestare per aver votato. Il 18 giugno 1873 Susan deve affrontare un processo contro gli Stati Uniti d’America. Il giudice le impone di pagare una multa di cento dollari e di chiudere lì la faccenda, ma lei rifiuta dicendo: «Non pagherò mai nemmeno un dollaro»

Ultimi anni e onorificenze

Tenne dai 75 ai 100 discorsi all’anno per far sì che non si smettesse di parlare di diritti civili per i neri e la popolazione femminile, fino a che tutti non fossero stati in grado di votare. Ma Susan divenne famosa soprattutto per la “Susan B. Anthony Amendment“, ovvero il 19° emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti che prese il nome in suo onore.

Susan B. Anthony muore 14 anni prima dell’approvazione del Diciannovesimo Emendamento, la legge americana che in Usa sancisce il diritto di voto alle donne. In suo onore venne realizzata anche una moneta americana con il suo volto, diventando così una delle primissime donne ad essere rappresentata sulle monete.

Federica.

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